Il piombo è la migliore mediCina

di Lorenzo Caldirola

Ammettiamolo, chi non ha almeno una volta inventato qualche scusa per poter uscire di casa durante il lockdown? “Sto andando a fare la spesa, sto facendo attività fisica, devo portare il cane (di peluche/topo travestito al guinzaglio/morto/…) a fare pipì, sto andando al lavoro, eccetera”. Ecco, per dirlo con le parole di un poeta partenopeo SIETE DELLE MERDE!

In Cina queste cose non sarebbero mai potute succedere, in Cina hanno i droni nei cieli e telecamere in tutti gli angoli, in Cina la polizia sa quanti peli hai nel buco del culo. In Cina gente furba come voi è stata giustiziata senza processo per strada dopo tre passi non giustificati fuori dall’uscio, con tanto di conto per i proiettili sparati a carico della famiglia dell’imbecille. È questa l’Italia che vogliamo! L’Italia che resiste, l’Italia che avanza, L’Italia che non guarda in faccia a nessuno, nemmeno ai propri cittadini.

Ma che barbarie direte voi, che atrocità, che totale mancanza di rispetto dei diritti umani più basilari, e blablabla. Smettetela di frignare e ascoltatemi. Per dirla con le parole di un noto intrattenitore ligure quella col COVID È UNA GUERAAAA e come tale va combattuta con ogni mezzo, va combattuta da uomini forti e, soprattutto, richiede dei sacrifici.

Pensi davvero che la tua passeggiatina di venti minuti intorno a casa valesse la seconda e la terza ondata? Eh? Ti dico io una cosa, se per evitare di ripiombare in una situazione di crisi sanitaria ed economica che rischia di mettere a repentaglio milioni di vite c’è da eliminare dall’esistenza te e gli altri sprechi di ossigeno che si credono i più furbi del mondo chiamatemi pure Bava Beccaris.

Eh ma, eh ma, eh ma… Zitto! La Cina ha vinto, l’Italia ha perso troppo tempo e troppe risorse in questa pandemia facendo affidamento sulla figura mitologica del buon senso e sperando che i professoroni coi loro vaccini potessero salvarci. In Cina l’hanno capito fin da subito, che per estirpare un virus la soluzione più sensata è evitare in ogni modo che si possa trasmettere. Punto. Finita. Niente formule magiche. Niente intrugli di Big Pharma. Meno piombo nei vaccini e più piombo nei crani dei furbi. Inchinatevi ai vostri nuovi padroni.

Menzione speciale per il Regno Unito che perlomeno ha avuto il coraggio di dire “se non possiamo batterli uniamoci a loro” e ha affrontato con onore la devastazione della pandemia, sperando forse in una variante inglese con effetti alla Venom invece che alla Grey’s Anatomy.

Vizio e giudizio

di Lorenzo Caldirola

Una cosa che mi manda fuori di me è che tutti quelli che parlano dei cosiddetti vizi lo fanno con un’accezione ecclesiastica, inquisitoria. Che si tratti di condannarli o di celebrarli, se potessimo guardare nella testa di queste persone durante i loro discorsi vedremmo Satana, rosso e splendido in mezzo alle alte fiamme infernali, che punzecchia qualcuno con il suo forcone. Ma perché deve essere per forza così? Com’è possibile che dopo anni di nichilisti tentativi di screditare l’etica cattolica siamo ancora qui con quest’idea manichea di virtù=bene / vizio=male o con quella ancora più stupida (pace all’anima di Oscar Wilde) di virtù=scopa nel culo / vizio=godersi la vita.

Intendiamoci, non voglio assolutamente fare né il moralista né il laissez-faire, voglio prendere metaforicamente a randellate sulle gengive queste categorie. E non è nemmeno una questione di vivi e lascia vivere, perché non va bene, non si può lasciar vivere persone così ottuse. Non si dovrebbe nemmeno parlare di vizio, diamine! Accetto che si parli di dipendenza, accetto che si parli di perversione, accetto che si parli di comportamenti autolesionisti, ma non con una connotazione religioso-morale. Le persone “viziose” non sono persone cattive, sei tu, maledetto, che ti permetti di giudicare gli altri ad essere il vero cattivo. Allo stesso modo le persone che non sgarrano mai non sono dei poveri scemi che non sanno godersi la vita, smettila di crederti il più furbo, idiota!

Non voglio sbraitare troppo a lungo, se sei un lettore affezionato di Altro avrai letto vari articoli sul tema del vizio questo mese, adesso il tuo Matto di quartiere ti sta dicendo di smetterla di giudicare e iniziare a prendere le Tue decisioni con un filo di testa.

Se poi volete sbronzarvi in compagnia sono sempre disponibile.

Pedagogia matta

di Lorenzo Caldirola

“Perché, perché nessuno pensa ai bambini?!” Come al solito i Simpson, questa volta attraverso la voce della signora Lovejoy, ci erano arrivati moltissimi anni fa: la gente ha rotto le palle usando sempre i più piccoli come perno argomentativo di opinioni ipocrite e bacchettone. I bambini capiscono tutto se gli viene spiegato nel modo giusto, per cui non sono loro ad essere fragili e suggestionabili, piuttosto siete voi delle capre che non sanno rendere assimilabili certe cose, ficcatevelo in testa.

“Eh signora mia, alla loro età ormai ne sanno anche più di noi su queste cose…” Se parlate sul serio mi spiace informarvi che non siete poi tanto migliori delle Lovejoy di turno, miei cari dini. È vero, magari ai nostri tempi avevamo accesso a meno informazioni, ma di sicuro non eravamo più innocenti dei ragazzi di oggi. I bambini sono sempre stati molto più svegli di quanto non diano a vedere. Questo non significa che abbiano anche tutti gli strumenti per capire il mondo da soli, quindi magari non diamo troppo per scontato.

Sono bambini, ok? BAMBINI. Non sono né degli idioti suggestionabili, la cui vita sarà per sempre traumatizzata perché “mamma, mamma, come mai quei due signori in TV si stanno baciando?”, né però tantomeno sono degli esperti, scafati su tutte le questioni dell’esistenza e assolutamente indipendenti nella scoperta del mondo.

È così difficile trovare un’aurea mediocritas? Sì? Davvero? E invece no! Siete soltanto voi che fate schifo.

Sono bambini e il mondo lo devono scoprire, tutto quanto, ma non da soli. State loro vicini, rispondete alle loro domande, stemperate se proprio alcune questioni sono un po’ spinose, ma siateci sempre e non nascondete loro niente. Soprattutto dovete esserci. Odio quei genitori che piazzano i propri figli davanti a un cellulare, un tablet o un cartone animato, che nel migliore dei casi li ipnotizza, per avere un po’ di serenità.

Hai voluto un figlio? Ora pedali! Non è mica come avere un cane, che basta non caghi per casa e tutto quello che arriva in più è guadagnato, un figlio è una responsabilità e la sua educazione è un compito prioritario, non dimenticatelo mai.

E ve lo dico da papà, prima che da ministro.

Salviamo il bidet!

di Andrea Riva

Pensavate di esservi liberati del matto almeno fino a settembre eh??? Vi sbagliavate cari miei!
Nonostante il mio bollettino mensile sia arrivato non molto tempo fa, le imminenti vacanze mi spingono a tornare a scuotere le vostre coscienze e a pungolare le vostre pigre menti già obnubilate dai suoni di qualche hit estiva.

Vi avevo già esortato a prendere le distanze dal linguaggio tecnico atlantista che spopola ormai da anni e a riprendere coscienza della vostra straordinaria identità linguistica. Beh… purtroppo la sacra lingua italica di Petrarca e Boccaccio non ha ancora ricacciato la piaga degli inglesismi che già dalla testa dell’idra spunta un altro temibile nemico. Ma, grazie a me e alla mia innata abilità nel prevedere le catastrofi che incombono sulle nostre teste, forse abbiamo ancora qualche flebile speranza di mantenere salde e forti le nostre radici linguistiche.

Mi è infatti giunta voce che, dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, non sazi di aver appiattito per decenni le varietà linguistiche delle nazioni, un nuovo idioma sta per essere imposto a tutti noi dai potenti del globo. Sto parlando del Francese! Eh sì, cari miei… il presidente Macron ha deciso infatti che durante la loro presidenza di turno semestrale del parlamento europeo prevista per il 2022 tutti i documenti saranno redatti in francese e non in inglese. Quale offesa! Quale superbia! Questo è un chiaro segno dell’arroganza dei nostri cugini d’Oltralpe che, non paghi di aver imposto la loro lingua per secoli e secoli, vogliono riportare in auge la loro irritantissima vibrante uvulare.

Ma d’altronde che cosa ci si poteva aspettare da loro? Da sempre cercano di imporre il loro dominio sul Bel Paese e sul resto d’Europa. Come non ricordare il cruento assedio di Roma del 390 a. C. da parte di quei maledetti Galli guidati dal sanguinario Brenno…. l’aggressiva politica di Luigi XIV… le conquiste di Napoleone, tutte mirate a portarci via le nostre opere d’arte, compresa la nostra cara Gioconda.

Quindi, cari miei, vigilate, non assopitevi sotto l’ombrellone… inglese e francese non solo minacciano la nostra amata favella ma minacciano anche la nostra nobile cultura… non vorrei un giorno svegliarmi e vedere gli italiani trasformati in un popolo di mangia-lumache e dal culetto sporco.

Wake up burattini

di Lorenzo Caldirola

Ehi! Fino ad ora ti eri salvato vero? Pensavi ormai di essere immune alla gogna del matto? Ti crogiolavi nella tua condizione favorita di uomo bianco etero cis? Ebbene temo che adesso sia arrivato il tuo turno.

Sì, perché oggi vi parlo di quanto hanno rotto le palle quelli che non riescono a portare a termine un discorso senza aver infilato uno o due termini in inglese per frase. Sì, dico proprio a te milanese imbruttito, che con i tuoi easy, business, cash, meeting, smartphone e mission sei la rovina di questo paese. Per non parlare dei verbi jumpare, skippare, callare, castare, scammare e baitare, ma ditemi che senso ha.

E non sto esagerando, questo progressivo abbandono dell’italiano non è una cosa su cui si può chiudere un occhio. Fa tutto parte di un piano, enorme e terribile, messo in moto dalla massoneria più di 70 anni fa.

Quando è finita la seconda guerra mondiale infatti i burattinai del nuovo ordine mondiale hanno fatto in modo di estendere il proprio dominio su tutto il mondo occidentale, da un lato una globalizzazione economica pervasiva e dilagante, dall’altro una subdola sostituzione delle altre lingue europee, floride di storia, cultura e tradizione con l’asettico linguaggio turboatlantista, privo di ogni spessore e teso a trasformarci anche culturalmente in automi acritici, facili da controllare e manovrare.

Basta che ci si capisca direte voi, alcune cose dette in italiano suonano ridicole commenterete, be’ sapete che vi dico? Avete già subito il lavaggio del cervello, avete perso la guerra prima ancora di combatterla, avete iniziato a parlare il linguaggio dei conquistatori, siete diventati schiavi senza nemmeno accorgervene e come gli schiavi vi esprimete un po’ con le parole con cui siete cresciuti e un po’ con quelle con cui vi urlano gli ordini.

Ma ringraziate il cielo che sono arrivato a redimervi, a svegliare le vostre coscienze sopite, a mostrarvi che c’è un’altra via, a ricordarvi che l’identità linguistica non è una formalità, ma un valore fondamentale per la creazione e il mantenimento di un popolo fiero difensore delle proprie radici, figlio di Dante e Petrarca, non di Rockfeller e Zuckerberg, un popolo che il fine settimana lascia nell’ufficio il calcolatore elettronico, dimentica gli affari, spegne il telefonino e prende la corriera per andare a godersi i magnifici paesaggi delle Sue terre!!

Medici? Infermieri? Eccovi i veri Eroi di questa pandemia

di Lorenzo Caldirola

La pandemia da COVID-19 ha colpito molto duramente il nostro paese e il mondo intero: la gente era nel panico, i morti continuavano ad accumularsi senza che li si potesse salutare degnamente, la situazione sembrava disperata. Ma ecco che dalle ceneri di quel disastro, sudati e allo stremo delle forze, ma senza essersi mai arresi, ecco che alcuni Eroi si ergono a riportare la speranza nei nostri cuori: i medici, paladini instancabili di questa terribile crociata, e gli infermieri, loro leali scudieri.

Sì sì, tutto molto bello, tutto molto poetico eccetera, ma siamo sicuri che siano andate proprio così le cose? Bravi, bravissimi medici e infermieri, ma dovremmo davvero celebrarli? Dopotutto non si tratta di nulla più che “onesti” lavoratori che hanno fatto quello per cui sono pagati. Non è che il mio panettiere, che si sveglia alle quattro tutte le mattine e lavora come un mulo tutto il giorno per sfornare cibo per mezzo paese, abbia mai ricevuto medaglie, encomi nazionali o accorati applausi dai balconi di tutto il vicinato, eppure testa bassa e ha sempre lavorato, senza mai una protesta o un giorno di pausa.

Adesso però che i morti fanno scalpore, il personale sanitario ha ben deciso di mettersi in mostra e far vedere quanto loro siano stati più bravi e più coraggiosi di tutti noi per farsi lucidare le scarpe da un intero paese, come successe anche con i pompieri newyorkesi dopo l’11 settembre.

Ma io non ci sto, io dico basta, basta con questa vacua adulazione, basta con la continua e incondizionata gratitudine a chi ha costruito la propria fama sulla pelle dei nostri cari che non ce l’hanno fatta. Hanno fatto il loro lavoro, sono stati bravi, li ringraziamo e li paghiamo apposta con le nostre tasse perché continuino a farlo.

Ora possiamo tornare a concentrarci su quelli che sono i veri eroi di questa pandemia magari, sto parlando di me e di tanti altri colleghi giornalisti che gratuitamente continuano ogni giorno a squarciare il velo di Maya che le lobby ci mettono davanti agli occhi e a servire il Paese Reale SENZA CHIEDERE NULLA IN CAMBIO.

Comunque non c’è di che, lo faccio per voi!

Pop corn al 5G

di Lorenzo Caldirola

Proprio ieri mio fratello è venuto da me entusiasta per aver scoperto l’eccezionale velocità di download dei cellulari che sfruttano la rete 5G. Io, che sono un signore, mi sono mostrato interessato e l’ho ascoltato con attenzione e trasporto, ma dentro di me non facevo altro che domandarmi dove avessi sbagliato come fratello maggiore.

Sì, perché i giovani sono troppo facilmente entusiasmati da ciò che è nuovo, da ciò che è smart, da ciò che è fast, ma raramente si pongono il problema di quale sia il prezzo da pagare per tutti questi prodigi.

Fonti autorevoli affermano da anni che le radiazioni elettromagnetiche emesse da smartphone e dispositivi mobili sono la causa numero uno di tumori nei paesi più sviluppati; se a questa terribile realtà, ormai fin troppo radicata, aggiungiamo la recente introduzione di questa nuova rete 5G, che con le sue onde ad altissima intensità pervade ormai buona parte del nostro paese, capirete che non siamo altro che buste di mais in un microonde gigante. Pop-pop.

E questa maglia di fili invisibili, che in ogni momento ci imprigiona e ci attraversa, senza che ce ne accorgiamo, facendo vibrare le nostre cellule come nudisti in mezzo alla neve, non causa solo tumori, ma anche malformazioni di feti e, argomento di scottante attualità, abbatte sempre di più le nostre difese immunitarie, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Fin qui però bastava un po’ di buon senso per arrivarci da soli (magari più persone ne avessero).
Ma ora arriva il bello, quello che non potevi nemmeno lontanamente immaginare, ma dal quale fortunatamente ci hanno messo in guardia alcuni scienziati illuminati. La frequenza delle radiazioni covid, perché tanto vale chiamarle così, è di 868 Megahertz! Non sapete cosa significa? Bene, è per questo che ci sono io.

Una frequenza inferiore al Gigahertz è sufficientemente piccola da consentire alle radiazioni di superare strutture come i muri in mattoni, essenzialmente penetrando a livello atomico la materia solida: questo permette a chi controlla queste radiazioni di ottenere una mappatura 3D estremamente accurata dell’ambiente circostante. Immaginate sostanzialmente un radar sotto steroidi e ora pensate che quel radar è nelle mani del governo e, ancor peggio, sicuramente anche in quelle del governo cinese. Sogni d’oro.

Che dite, alla luce di questo vale la pena mettere a repentaglio la vostra vita e rinunciare definitivamente alla vostra privacy per evitare che i vostri video su Youtube si fermino per caricare a metà riproduzione?

Io sono qui solo per aiutarvi in modo che possiate porvi le domande giuste e darvi gli elementi per trovare le risposte; ora che sapete davvero com’è la storia, a voi l’ultima parola.

Dei delitti e delle pene

di Lorenzo Caldirola

Oggi desidero parlarvi dell’inutilità, o meglio della deleterietà (è una parola che esiste?) del sistema carcerario e, siccome questa è una rubrica assolutamente seria, proporre qualche simpatica soluzione alternativa.

Chi ha teorizzato e chi difende la detenzione come metodo rieducativo sostiene che a tutti va data una seconda chance e che anche i più malvagi sotto sotto nascondono un cuore tenero. Sono tutte belle parole, ma sapete cosa c’è di ancora più bello? I dati!  Eh sì cari miei perché andando a controllare i rapporti del Ministero della Giustizia risulta che gli ex detenuti hanno un tasso di recidiva del 68%: significa che circa 7 carcerati su 10 quando escono di galera prima o poi tornano a delinquere (e questi sono solo quelli che vengono beccati). Per non parlare di tutti i tentativi di suicidio (vero Epstein?) e di vicende disumane come il caso Cucchi. Basta un minimo di sensibilità per rendersi conto che la situazione è tragica e denota il fallimento di un’istituzione che costa pure un pacco di soldi ai contribuenti. La domanda che sorge spontanea allora è: dobbiamo davvero continuare su questa strada? Non esiste un’alternativa migliore?

Certo che sì, per esempio guardando gli stessi dati si osserva che la recidiva si abbassa a meno del 20% tra i condannati a pene alternative al carcere. Sì certo, bisogna dire che se non ti sbattono in cella vuol dire che non sei un matto vero e se non sei un matto magari a delinquere non ci torni, però il dato resta e varrebbe la pena dargli credito.

Se però anche il 20% è troppo alto, se non vogliamo troppi criminali in circolazione, se organizzare un sistema così esteso di pene alternative è troppo complesso ci sarebbero un paio di soluzioni alternative ancora più efficaci: il gulag e la sharia. Entrambi sono abbastanza semplici da realizzare e hanno un tasso di recidività prossimo allo 0. Il gulag è forse un pelo più umano ma costa anche di più. La logica è molto semplice, se non ti scarcero mai non puoi tornare a delinquere (big brain time). La sharia è un pelo meno efficace ma è semplicissima da realizzare. Hai ancora voglia di evadere le tasse dopo 100 frustate? Riesci ancora a rubare dopo che ti ho tagliato le mani? Sei in grado di tornare a stuprare dopo essere stato evirato? Fammi vedere come ammazzi di nuovo senza la testa sulle spalle…

È una prospettiva raccapricciante? Certo che sì, però dico io, non è stato proprio quel grande saggio che risponde al nome di Hulk a dire che per combattere il crimine è necessario rinunciare a parte della propria umanità?

OGM, una win-win situation

di Lorenzo Caldirola

Ok, oggi per la serie rivanghiamo vecchi argomenti fuori moda parleremo di fame nel mondo.

Per essere più precisi parleremo di una delle possibili soluzioni a questo eterno problema: la diffusione su scala globale di culture OGM ad alto rendimento.

So cosa vi state chiedendo e la risposta è sì, il signor Monsanto ha pagato ogni singolo carattere di questo articolo e ha insistito personalmente affinché fosse il sottoscritto a scriverlo in quanto condivide le mie idee e sa bene che non vi possono essere verità e progresso se non scevre da ogni morale.

Tornando a noi, molti sono dubbiosi sulla diffusione degli OGM, i benefici nel breve periodo sono stati ampliamente dimostrati ma ancora ci sono preoccupazioni sui possibili effetti negativi alla lunga in termini di salute e biodiversità. Ebbene, sono qui a dirvi chissenefrega! Vedetela così, non vi assicuro che gli OGM non facciano male, vi chiedo invece di sperare che, nel caso, facciano il peggio possibile.

Probabilmente il discorso ancora non è chiaro ma proviamo ad affrontare il problema della fame nel mondo più malthusianamente. Se gli OGM permetteranno di duplicare, triplicare, che ne so, decuplicare i raccolti senza malus il problema non solo sarà risolto ma avremo tanta sovrapproduzione da far fallire un sacco di piccoli imprenditori del settore agricolo (è un mondo difficile bro, Don Monsanto manda i suoi saluti), se invece si scoprisse che nel lungo periodo questi famigerati OGM causano che so, il cancro? sterilità? piogge di meteoriti? il risultato sarà meno bocche da sfamare e, nuovamente, problema risolto.

Semplice no? Dopotutto sicuramente ogni cosa andrà per il verso giusto e se anche le cose andassero male che sarà mai, l’umanità è sopravvissuta a millenni di guerre e epidemie, che saranno mai un paio di malati più del solito, qualche pistolino che spara a salve e un sassolino ogni tanto che cade da molto molto in alto? Quindi amici bando alle ciance, levate gli ormeggi, andate e spargete il seme e non dimenticate di incrociare le dita!!!

Chi di penna ferisce di bufala perisce

di Lorenzo Caldirola

Come avrete sentito, uno dei primi provvedimenti approvati dal neoeletto parlamento europeo è stata l’istituzione di quello che poi è stato sensazionalisticamente chiamato “reato di bufala”.

A spingere molto per l’introduzione di tale normativa sono stati grandi gruppi come Bilderberg e Rotary, i quali hanno messo molta pressione ai vertici UE perché ponessero un freno alle disdicevoli calunnie spesso rivolte ai cosiddetti “poteri forti”.

Queste le parole del Gran Maestro di Bilderberg George Soros l’indomani della decisione dell’europarlamento. «Quello di oggi è un gran giorno per la vera libertà di espressione […] Seguendo l’esempio della Cina e liberandosi dal giogo della menzogna l’Europa può finalmente iniziare davvero a crescere potente e unita senza più tendenziosi e calunniatori che mettano freno al suo imminente splendore.»

Il provvedimento, che deve essere ancora recepito dai singoli Stati membri, prevede la creazione di un BOT ossia di un algoritmo di intelligenza artificiale, in grado di attuare una verifica incrociata delle fonti di ogni articolo pubblicato sul web e segnalare eventuali non conformità alle autorità competenti. Facebook e Google, che da anni stanno sviluppando tecnologie simili, dovrebbero entro novembre firmare un contratto di fornitura esclusiva con l’UE dal valore approssimativo di 7 miliardi di euro.

Le pene per il reato di bufala saranno incrementali e passeranno dall’oscuramento temporaneo del sito che ha diffuso la notizia all’incarcerazione fino a 7 anni dell’autore dell’articolo incriminato. Sarà inoltre, similmente al reato di calunnia, possibile la richiesta di una somma di denaro proporzionale al danno arrecato.

Le parole del giurista italiano Massimo Della Pena: «Data l’evidente discrepanza tra i tempi della giustizia italiana e quelli della rete, per garantire la salvaguardia degli utenti l’iter legale prevederà il blocco preventivo della piattaforma incriminata in seguito ad una segnalazione fino alla decisione del tribunale. È comprensibile il timore delle testate giornalistiche ma dobbiamo pensare innanzitutto ai cittadini, e poi se si comporteranno onestamente non avranno nulla da temere.»

Questa decisione dell’UE non è stata però univocamente ben accolta, non sono infatti mancati i cortei di protesta fuori dalla sede dell’Europarlamento a Francoforte per difendere la libertà di espressione.

Sara, 27 anni, studentessa di lettere: «Se c’è una cosa che odio più delle fake news sono i poteri forti. Non possono averla vinta come e quando vogliono e poi chi l’ha detto che se una cosa non è vera allora deve essere per forza falsa, cioè a volte sono plausibili, verosimili, e poi non è che uno deve per forza verificare tutte le fonti ogni volta che scrive altrimenti la cultura resta nelle mani solo dei professoroni.»

E voi cosa ne pensate? È la strada giusta per combattere la disinformazione? Io nel dubbio da novembre eviterò di condividere online i miei articoli.