Tutto quello che dovresti sapere sulle sigarette elettroniche

di Francesco Marinoni

Fra le diverse abitudini che portano a danni per la salute, il fumo di sigaretta rappresenta sicuramente uno dei vizi più radicati: per impatto, è il primo fattore di rischio evitabile causa di malattie cardiovascolari e di tumori. Ad oggi, i fumatori rappresentano circa il 18.6 % della popolazione italiana sopra i 14 anni; va comunque osservato che, in seguito alle sempre più diffuse campagne di sensibilizzazione e all’introduzione delle norme che proibiscono il fumo nella maggior parte dei luoghi chiusi, questa percentuale è ormai in calo da molti anni, in tutte le fasce di età (nel 2001, per esempio, si attestava al 23.7 %). In particolare, un altro fattore che ha sicuramente contribuito all’abbassamento di questo numero è l’introduzione di nuove alternative alla sigaretta tradizionale, come per esempio le cosiddette sigarette elettroniche. Tuttavia, nel tempo sono stati sollevati numerosi dubbi sull’efficacia e la sicurezza di questi strumenti, che inizialmente venivano presentati come un’alternativa quasi priva di effetti nocivi al consumo di tabacco.

Introdotta per la prima volta in Cina nel 2003 e diffusasi in Occidente a partire dal 2006, la sigaretta elettronica (“svapo” per gli amici) funziona vaporizzando un liquido a base di acqua che contiene glicerolo, glicole propilenico e diverse sostanze aromatizzanti, oltre a un quantitativo di nicotina che varia a seconda del prodotto scelto, anche se è possibile acquistare liquidi in cui quest’ultima è assente. Il motivo per cui per molti questa è stata considerata fin da subito un’ottima alternativa alla sigaretta tradizionale è evidente: pur mantenendo la gestualità e il meccanismo, il fumatore non è esposto alle numerose sostanze tossiche e cancerogene rilasciate dalla combustione del tabacco; e poi, può regolare la quantità di nicotina assunta, riducendo così il fattore di dipendenza che questa sostanza genera. Data questa premessa quindi, naturalmente, tutte le principali aziende produttrici di questo tipo di prodotto si sono affrettate a pubblicizzarle come un efficace metodo per smettere di fumare, alimentando un mercato che, seppure ancora piuttosto ristretto (riguarda meno del 2.4 % della popolazione in Italia, al 2020), è in costante crescita, soprattutto nella fascia dei più giovani.

Per cercare di fare più chiarezza sull’argomento ed individuare possibili rischi per la salute dei consumatori sono stati effettuati numerosi studi sull’utilizzo della sigaretta elettronica. In particolare, di recente pubblicazione è il parere presentato dal Comitato scientifico per la salute, l’ambiente e i rischi emergenti della Commissione Europea (SCHEER), che permette di abbozzare un quadro piuttosto completo rispondendo in parte ai numerosi interrogativi che sono sorti in questi anni. Un primo aspetto messo in luce è che questi prodotti possono rappresentare una porta d’accesso per i non fumatori al consumo di prodotti a base di tabacco, data la facile reperibilità e l’aspetto accattivante cui contribuiscono anche i diversi aromi utilizzabili. Inoltre, così come le sigarette tradizionali, quelle elettroniche possono portare alla dipendenza da nicotina, in quanto, come già detto, questa sostanza è spesso presente nel liquido vaporizzato. Per quanto riguarda altri danni alla salute (escludendo effetti a lungo termine che, data la commercializzazione relativamente recente, non possono ad oggi essere valutati con certezza), ci sono moderate evidenze di effetti limitati sulle vie respiratorie (prevalentemente irritazione) e sul sistema cardiovascolare, mentre per quanto riguarda la cancerogenicità, gli effetti negativi sul sistema nervoso centrale e sulla riproduzione le prove sono più deboli (a differenza di quelle, ormai ben note, per le sigarette tradizionali). La maggiore pericolosità evidenziata è in realtà legata alla possibilità di difetti di fabbrica o utilizzi non corretti, che possono portare a entrare in contatto direttamente con il liquido contenuto all’interno. In questo senso quindi, allo stato attuale della conoscenza, si può affermare con relativa certezza che i danni alla salute provocati dalle sigarette elettroniche sono minori rispetto a quelli delle loro “cugine”.

L’altro aspetto da considerare è però l’efficacia delle “svapo” nell’aiutare i fumatori a smettere: in questo senso le prove a sostegno, al momento, sono piuttosto deboli. Però, come minimo, sembra esserci un contributo nella riduzione del quantitativo di tabacco fumato, dato che spesso i consumatori fanno un uso combinato di sigarette elettroniche e tradizionali. Chi propone quindi questi prodotti come percorso semplice per liberarsi del vizio del fumo, che poi nella maggior parte dei casi sono le stesse aziende che li producono, non basa le proprie affermazioni su un’evidenza scientifica consolidata. Proprio per questo motivo attualmente le sigarette elettroniche non sono commercializzate (nella maggior parte dei Paesi) come prodotti di tipo farmaceutico, che richiederebbero un’analisi ben più dettagliata e solida dei benefici portati.

Ancora più complessa è l’analisi di un’altra alternativa che si sta diffondendo sempre maggiormente, ovvero le sigarette a riscaldamento di tabacco. In questi prodotti, a differenza delle sigarette elettroniche, è presente il tabacco e il consumatore aspira il vapore prodotto dal riscaldamento ad elevata temperatura (ma senza combustione) delle foglie. Questo vapore, oltre ovviamente alla nicotina, contiene (a differenza di quello prodotto dalle “svapo”) una serie di sostanze cancerogene presenti anche nel fumo di sigaretta tradizionale, seppure in quantità minori. Il grosso problema di questi prodotti al momento è che quasi tutti gli studi effettuati su di essi sono stati promossi dalle stesse compagnie che li producono, il che fa inevitabilmente sospettare della loro affidabilità: infatti, sebbene sia certo che la minore concentrazione di molte sostanze cancerogene nel fumo generato dal riscaldamento rispetto a quello generato dalla combustione del tabacco lo renda meno tossico, non si hanno dati abbastanza sicuri sui danni che comunque si provocano, inevitabilmente, nel fumatore.  A questo proposito l’Istituto Superiore di Sanità ha segnalato la debolezza degli studi promossi dall’azienda Philip Morris, che commercializza le IQOS oltre ad essere il maggiore produttore di sigarette al mondo.

In conclusione, è importante tenere a mente tutti questi aspetti nel bilancio dei rischi e benefici delle alternative moderne alla sigaretta, che non andrebbero in ogni caso considerate come metodi efficaci per smettere di fumare: a questo scopo, oltre al supporto farmacologico (disponibile per esempio nella forma dei cerotti alla nicotina), è invece raccomandabile un percorso di aiuto psicologico, che può fornire un importante sostegno ai fumatori desiderosi di abbandonare il loro vizio.

Di seguito potete trovare le fonti di cui mi sono servito in questo articolo:

http://dati.istat.it/Index.aspx?QueryId=15512#
https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/la-sigaretta-elettronica-e-meno-pericolosa-della-sigaretta-di-tabacco
https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1882_allegato.pdf
https://www.salute.gov.it/portale/fumo/dettaglioContenutiFumo.jsp?lingua=italiano&id=5589&area=fumo&menu=vuoto
https://www.nbst.it/1009-sigarette-elettroniche-il-parere-finale-della-commissione-europea-ma-ancora-dubbi-su-svapo-e-covid-19.html
https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/sigaretta-a-riscaldamento-di-tabacco
https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/fumo/le-iqos-potrebbero-essere-dannose-quanto-le-sigarette-tradizionali
https://www.altroconsumo.it/salute/cura-della-persona/speciali/rischio-fumo-sigarette-elettroniche

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...