Prospettive – Vizio

Lussuria

di Rosamarina Maggioni

A volte mi chiedo come la gente faccia a trattenersi dal fare sesso tutto il giorno, per poi forse concedersi una scopata scarsa alla settimana. Se fosse per me a ogni angolo della strada ci sarebbero dei motel a ore, giusto in caso servisse un luogo dove appartarsi con quello sconosciuto incontrato al bar della stazione dieci minuti prima, o con la compagna di università che ti sbava dietro da settimane.

Il sesso è la miglior cosa che si possa fare, un contorcersi di corpi sudati che si toccano, si baciano, si leccano, si mordono, si compenetrano, consumati dal fuoco del desiderio che non si placa.

Basta uno sguardo, un tocco, un sospiro, una vibrazione nell’aria, una parola che vuol dire più di quello che si pensa e qualcosa dentro, nel profondo, scatta; nulla ha più senso e qualsiasi cosa stessi facendo non ha più importanza. Ciò che conta è soddisfare quella voglia, possedere quella persona ed essere posseduto, godere e far godere: non tra un po’, ora; non nel luogo adatto, qui. La società mi definisce deviato, vizioso, Lussurioso ma a me non importa delle etichette, di quello che si pensa e si dice di me: a me interessa una sola cosa, e tu sai qual è.

Superbia

di Francesca Ariano

Non sono mai stata come tutti gli altri.

Sin da piccola, ho sempre saputo di avere qualcosa di speciale: un’intelligenza fuori dal comune, una prontezza d’ingegno, una facilità nell’apprendere che pochi posseggono. Naturalmente non tutti sono in grado di riconoscere queste doti e se le vedono preferiscono negare l’evidenza anziché ammettere la propria mediocrità.

Se solo ne avessi avuto la possibilità, sarei diventata una grande musicista. Ma si sa, spesso i geni rimangono incompresi e così, per colpa di quegli idioti che mi hanno fatto da maestri, non potrò far conoscere al mondo la mia arte.

Ma non importa. Il mio talento naturale rimarrà sempre in potenza, il mio dono sarà come un bellissimo fiore che per l’incuria e l’ottusità altrui non è potuto sbocciare.

Gli altri non vedono, ma io lo so, e questo è quel che conta: io sono migliore di loro.

Avarizia

di Francesco Ronzoni

Eppure non li comprendo. Tutti si lamentano di quanto denaro io possegga facendolo sembrare un’infinità; e poi, non contenti, mi attaccano dicendo che dovrei imparare ad essere più generoso con gli altri.

Quindi loro non sanno che i miei soldi io me li sono guadagnati col duro lavoro, piegato sulla scrivania giorno e notte da quando ero un ragazzino? Ma poi io dico, se questi sperperano tutti i loro averi subito, senza tenerne qualcuno da parte per sicurezza come me, cosa faranno mai nel momento in cui ne avranno davvero bisogno? Cioè, se tutti gli altri sono incauti, perché dovrei essere io quello che viene preso di mira per il suo buon senso? Anche perché in fin dei conti io sono una persona generosa. Dopotutto, come si definirebbe altrimenti qualcuno che lascia una mancia all’edicolante ogni settimana? Ben 10 centesimi. Per 52 settimane all’anno diventano 5,2€! Regalati! Vedete?

Ma adesso devo concludere in fretta, che ho già sprecato troppa batteria del portatile.

Gola

di Andrea Riva

Madonna quanto ho mangiato… mega! Mi sento proprio pieno, gonfio, saturo… ancora un boccone e… potrei esplodere! Ora tornerò a studiare, dovrò pure far qualcosa oggi.

Uff… non riesco a concentrarmi bene… ho bisogno di una pausa. Beh ci sono quei biscottini in cucina, molto buoni; ne prenderò un paio! Si, esatto solo 4/5, niente di più. Ho mangiato molto a pranzo però sai… alla fine un dolce ci vuole… un dolce una volta al giorno è parte essenziale di qualsiasi dieta equilibrata. Sì dai, mangio questa decina di biscotti, van via che non te ne accorgi nemmeno. Ecco mi sento già meglio, sì sì. Un po’ di calorie mi servivano.

Però qualcosina potrei mangiarlo mentre studio… quelle patatine nella dispensa magari… sono così sfiziose. Si dai, lo sanno tutti, studiare è come andare al cinema… se non hai qualcosa da sgranocchiare non è la stessa cosa.

Grande! Per oggi ho fatto quello che c’era da fare, sono stato molto molto diligente. Complimenti.  Mi merito un premio! C’è quel gelato cosi buono… strabuono. Ora vado a prenderlo.
Ma perché usare una tazzina? È molto più comodo mangiarlo direttamente dalla scatola…

Invidia

di Francesco Marinoni

Io questa prospettiva non la volevo scrivere. Quanto sarebbe stato più semplice se mi fosse stata assegnata l’ira, l’accidia, la gola o qualsiasi altro vizio capitale? No, mi è toccata l’invidia: i compiti più difficili spettano sempre a me. È la mia maledizione, trascorrere le giornate consumando la mia esistenza nella certezza che le persone che mi circondano abbiano avuto dalla vita molto più di me. Loro con una bella casa, una famiglia, un lavoro; io che vivo in un buco, solo e rifiutato dalla società.

È colpa mia se quando mi guardo attorno vedo solo ciò che a me manca? È forse un peccato desiderare qualcosa di meglio per sé stessi? Ma è inutile che provi a spiegarmi, nessuno è in grado di capire la mia pena. Voi che state leggendo queste righe sarete certo sdraiati su un comodo divano, a farvi beffe di me: sarò solo una momentanea distrazione prima di trovare qualcosa di più divertente da fare. Un povero, patetico invidioso.

Ira

di Lorenzo Caldirola

Madonna sti gabbiani finiscono tutti sdraiati, sgabellati, stesi, mortiuccisi se mi deflagrano di nuovo i gioielli. Sono arrabbiato, inalberato, adirato, si fossi foco arderei le madri di tutti gli infami.

Dovete sapere che nel mondo ci sono due tipi di persone: quelle dotate di raziocinio e quelle che la sera tornano a casa in verticale, quelle sempre pacate e pazienti e quelle coi pugni nelle mani 24/7, quelle col cappotto di piume d’oca e quelli col cappotto di frassino. Insomma guardami appena appena storto, con quel fare da damerino, e ti ritrovi il cervello carotato e la testa nel buco del culo.

Intendiamoci, sono una persona a modo, se non mi pesti i piedi, ma davvero ci metto meno due secondi a cambiarti i connotati se poco poco mi fai perdere il pochissimo autocontrollo che mi rimane in questa vita terribile costellata da idioti.

Dov’ero rimasto? Ah sì sì, un caffè macchiato lungo, tiepido, in tazza grande, con latte di soia a parte e una spolverata di cannella per favore.

Accidia

di Redazione di Altro

Avremmo dovuto scrivere qualche riga sull’accidia… ma avrete già capito come è andata a finire.

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