Pedagogia matta

di Lorenzo Caldirola

“Perché, perché nessuno pensa ai bambini?!” Come al solito i Simpson, questa volta attraverso la voce della signora Lovejoy, ci erano arrivati moltissimi anni fa: la gente ha rotto le palle usando sempre i più piccoli come perno argomentativo di opinioni ipocrite e bacchettone. I bambini capiscono tutto se gli viene spiegato nel modo giusto, per cui non sono loro ad essere fragili e suggestionabili, piuttosto siete voi delle capre che non sanno rendere assimilabili certe cose, ficcatevelo in testa.

“Eh signora mia, alla loro età ormai ne sanno anche più di noi su queste cose…” Se parlate sul serio mi spiace informarvi che non siete poi tanto migliori delle Lovejoy di turno, miei cari dini. È vero, magari ai nostri tempi avevamo accesso a meno informazioni, ma di sicuro non eravamo più innocenti dei ragazzi di oggi. I bambini sono sempre stati molto più svegli di quanto non diano a vedere. Questo non significa che abbiano anche tutti gli strumenti per capire il mondo da soli, quindi magari non diamo troppo per scontato.

Sono bambini, ok? BAMBINI. Non sono né degli idioti suggestionabili, la cui vita sarà per sempre traumatizzata perché “mamma, mamma, come mai quei due signori in TV si stanno baciando?”, né però tantomeno sono degli esperti, scafati su tutte le questioni dell’esistenza e assolutamente indipendenti nella scoperta del mondo.

È così difficile trovare un’aurea mediocritas? Sì? Davvero? E invece no! Siete soltanto voi che fate schifo.

Sono bambini e il mondo lo devono scoprire, tutto quanto, ma non da soli. State loro vicini, rispondete alle loro domande, stemperate se proprio alcune questioni sono un po’ spinose, ma siateci sempre e non nascondete loro niente. Soprattutto dovete esserci. Odio quei genitori che piazzano i propri figli davanti a un cellulare, un tablet o un cartone animato, che nel migliore dei casi li ipnotizza, per avere un po’ di serenità.

Hai voluto un figlio? Ora pedali! Non è mica come avere un cane, che basta non caghi per casa e tutto quello che arriva in più è guadagnato, un figlio è una responsabilità e la sua educazione è un compito prioritario, non dimenticatelo mai.

E ve lo dico da papà, prima che da ministro.

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