Marvel Heroes: Iron man e Capitan America

di Rosamarina Maggioni

Da sempre l’uomo ha cercato di lasciare un segno nella realità che lo circondava, riempiendola di colori, oggetti, simboli. Le bandiere sono il più evidente esempio di come i colori possano acquisire una forte connotazione per un gruppo di persone, che vengono riunite ed unite sotto di essi. Parlando dell’MCU, ossia del Marvel Cinematic Universe, ogni figura viene associata a colori e simbologie specifiche: il rosso-bianco-blu della bandiera americana, che si riflette nel suo scudo, per Captain America, uomo d’onore, votato al dovere e alla giustizia, e il rosso-oro per Iron Man, colore che in molte culture viene associato alla guerra, alla forza (Ares per i Greci e Marte per i Romani).

Se si considerano i supereroi Marvel, Iron Man risulta essere la pecora nera di una serie di combattenti senza macchia e senza paura. Nei fumetti, come nei lungometraggi, il personaggio ama presentarsi come un “genio, miliardario, playboy, filantropo” (The Avengers, Joss Whedon, 2012). Per Stark la realizzazione del Sogno Americano non è una conquista lenta e faticosa ma l’eredità del padre; egli non ne comprende fino in fondo il valore e spreca il suo tempo e le sue sostanze conducendo una vita frivola come tutti i figli dell’alta società americana.
Dopo aver quasi perso la vita, a causa di una mina esplosa mentre si trovava in Vietnam per valutare i contributi che le sue industrie avrebbero potuto dare all’esercito americano, comincia per il futuro supereroe un percorso che lo trasformerà in Iron Man. La prigionia, il dover costruire armi per il nemico, l’amicizia con lo scienziato Ho Yinsen e il sacrificio di quest’ultimo che permette a Tony Stark di evadere lo convincono a dare una svolta decisiva alla sua vita per mettersi al servizio della comunità. Attraverso la sua storia personale Tony Stark, la cui fortuna si è costruita sul commercio di attrezzature belliche di ultima generazione, pone una riflessione sulle armi. D’altro canto, però, la tecnologia è anche il superpotere di Iron Man. Al contrario di alcuni suoi colleghi, come Spider Man, Capitan America, Hulk, Thor o gli X-Men, Iron Man non va incontro a trasformazioni di alcun tipo né eredita i suoi poteri per diritto di nascita o genetica: Tony Stark è in un certo senso un self-made hero. La vera fonte del suo potere e ciò che fa di lui un supereroe è, infatti, la sua armatura rossa e dorata, un gioiello di ingegneria.

Capitan America è senza dubbio il supereroe che meglio si presta a rappresentare gli ideali e la cultura americana; si può quasi affermare che esso sia un’incarnazione stessa dell’America. Tale personificazione ha inizio dallo pseudonimo adottato da Steve Rogers in seguito all’iniezione di un siero che lo trasforma in un super soldato programmato per combattere al fianco degli Alleati e sconfiggere i nazisti e, più nello specifico, il famigerato scienziato nazista Teschio Rosso (Red Skull). Capitan America è l’America e l’America si riflette in Capitan America. Questo spiega le continue mutazioni comportamentali a cui il personaggio va incontro nel corso degli anni in modo da corrispondere sempre più fedelmente alla nazione di cui è icona. Nel 1941 è il soldato che difende la libertà e nel corso della guerra fredda l’avversario dell’unico sistema totalitario rimasto in piedi al termine della Seconda guerra mondiale. Il primo livello su cui si realizza l’immedesimazione di Capitan America con la nazione statunitense è la sua uniforme. A differenza di Iron Man, Thor o altri supereroi Capitan America indossa un’uniforme che richiama idealmente alle sue origini militari. Il capitano Rogers è la massima e più completa espressione del sogno americano, la nemesi di tutte le forme di criminalità e di tirannia, l’ispiratore delle forze armate e l’emblema del coraggio e del valore militare e umano. Egli possiede tutte le caratteristiche che in passato erano proprie degli eroi greci: onestà, perseveranza, lealtà, autorevolezza, onore. A più riprese, nelle saghe che hanno come protagonista Capitan America, viene messo in risalto il suo essere un uomo virtuoso: risoluto nei suoi intenti, magnanimo con i nemici sconfitti, dotato di spirito di sacrificio. Malgrado la sua forza eccezionale e le sue capacità di gran lunga superiori alla media, Capitan America non si considera mai migliore degli altri o più meritevole rispetto ai suoi commilitoni. Egli considera i suoi “poteri” un dono e in quanto tali li usa con giustizia e, soprattutto, senza mai perdere quell’umiltà che lo aveva caratterizzato fin da prima di diventare l’icona della lotta al nazismo, quando ancora era un semplice (e sfigato) ragazzo di Brooklyn.

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