Cristoforo Colombo, ovvero come essere delle persone orribili e venire considerati eroi lo stesso dal 1492

di Lorenzo Caldirola

Come ben saprete siamo in un periodo in cui si sta guardando con molta criticità ad alcuni personaggi storici, tradizionalmente celebrati nella nostra cultura, che risultano decisamente controversi se si approfondisce anche solo un pochino il discorso.

Alcuni nomi illustri sono ad esempio quelli di Winston Churchill o di Indro Montanelli, se pensiamo all’Italia, ma se dovessimo individuare chi ha suscitato più polemiche a livello mondiale il candidato numero uno è sicuramente Cristoforo Colombo.

L’esploratore genovese, meritevole di aver scoperto le Americhe, è celebrato in tutto il mondo e in particolar modo negli Stati Uniti, dove è considerato l’eroe della libertà e dell’intraprendenza che si ribella agli schemi tradizionali e alle superstizioni del Vecchio Mondo e si imbarca in una delle imprese più coraggiose ed importanti della storia umana, rivoluzionando di fatto la Storia.

Questo però è frutto di un’interpretazione strumentalizzata del personaggio storico, che ha perdonato – anche se forse sarebbe meglio dire dimenticato – tutte le nefandezze commesse da Colombo e dai suoi uomini al loro arrivo nelle Bahamas e in tutti gli anni seguenti.

Quando gli esploratori giunsero nel luogo che nominarono San Salvador, infatti, furono accolti con curiosità e benevolenza dagli indigeni Taino, i quali, da quanto racconta lo stesso Colombo, non imbracciarono le armi, ma al contrario vollero conoscere gli uomini venuti per mare e commerciare con loro.

Scrive Colombo: “Gli abitanti (…) mancano di armi, che sono a loro quasi ignote, né a queste son adatti, non per la deformità del corpo, essendo anzi molto ben formati, ma perché timidi e paurosi […] Del resto, quando si vedono sicuri, deposto ogni timore, sono molto semplici e di buona fede, e liberalissimi di tutto quel che posseggono: a chi ne lo richieggia nessuno nega ciò che ha, ché anzi essi stessi ci invitano a chiedere” (Prima relazione sul viaggio nel Nuovo Mondo, 14 marzo 1493)

Colombo, pragmatico e serenamente convinto della propria superiorità di uomo bianco, cristiano e civilizzato non ci pensò invece due volte a costringere in schiavitù quanti più uomini poteva, così da poter tornare in Europa con un dono esotico per la corona spagnola, che aveva finanziato la spedizione, come se si trattasse di un animale mai visto fino ad allora. Il tutto condito da stupri ed esecuzioni pubbliche, che nella storia delle conquiste non sono mai mancati.

Ma non solo, egli compì altri viaggi nel Nuovo Mondo e fu infine premiato col titolo di governatore di Santo Domingo, capitale della Repubblica Dominicana, dal quale fu poi destituito nel 1500 dagli stessi sovrani di Spagna per via del modo tirannico e disumano in cui amministrava la colonia. Tra i documenti del processo sono presenti tra le altre cose le testimonianze di 23 persone che confermarono le torture effettuate dal governatore.

Posto tutto questo, non volendo né essendo in grado di dare giudizi netti e contestualizzando Colombo in un’epoca i cui valori erano ben diversi da quelli odierni, non possiamo che fare un passo indietro e celebrare la sua impresa nel modo più consapevole possibile, soffermandoci giustamente sulla portata rivoluzionaria della sua spedizione, ma senza ignorare la bassa caratura morale degli uomini che le hanno compiute.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...