Cambiare l’immaginario collettivo: la mitopoiesi di Luther Blissett

di Andrea Riva

Come è già stato sottolineato nel nostro editoriale, parlare di eroi significa parlare di modelli, di punti di riferimento, di esempi da cui trarre ispirazione. Qualsiasi comunità, nel corso della storia, ha popolato il proprio immaginario collettivo con queste figure esemplari, che altro non sono che l’incarnazione dei valori e dei principi su cui i membri delle comunità stesse hanno poi basato la propria convivenza. Un tempo la trasmissione di questi modelli avveniva tramite i miti, le leggende tramandate oralmente da aedi, rapsodi, bardi, cantastorie, ecc… Oggi tutto ciò si realizza in modalità completamente differenti: sono i mass media i nuovi mezzi attraverso i quali vengono raccontati i miti del mondo contemporaneo. Tuttavia, nonostante questi cambiamenti ne abbiano radicalmente trasformato le modalità di diffusione, queste figure eroiche permangono stabilmente nel nostro immaginario collettivo.

Proprio partendo dalla constatazione di quanta importanza abbiano rivestito e rivestano tutt’oggi questi personaggi all’interno del nostro orizzonte culturale, negli anni Novanta, sia in Italia che all’estero, negli ambienti underground caratterizzati da un forte impulso rivoluzionario si è iniziato a ragionare sul tema della mitopoiesi. Con  questo termine – letteralmente “creazione del mito” –  s’intende per l’appunto la produzione di nuove figure mitiche e la manipolazione di quelle già esistenti con lo scopo di agire direttamente sull’immaginario collettivo e sulla nostra visione della realtà.
È in quest’ottica che nasce la misteriosa figura di Luther Blissett.

Questo nome, preso in prestito da quello di un ex-calciatore inglese di origini giamaicane, noto nel nostro Paese soprattutto per una deludente militanza al Milan nella stagione calcistica 1983-84, ha iniziato a diffondersi agli inizi degli anni ’90; sotto questa sigla, sia in Italia che all’estero, sono state firmate e/o rivendicate truffe/operazioni di sabotaggio mediatico, azioni politico-culturali, scritti teorici e polemici, inchieste, opere di narrativa e molto altro ancora (recentemente ad esempio mi è capitato di veder firmata con questo pseudonimo la regia di alcuni video musicali di musica hip hop!).  In particolare la fama di Luther Blissett in Italia ha raggiunto il suo apice nel 1999 con la pubblicazione di Q, un romanzo storico finalista al premio Strega  capace di riscuotere un largo successo sia in Italia che all’estero. Dietro tutto ciò naturalmente non vi è la presenza di un unico personaggio: Luther Blissett non è un nome d’arte, come spesso viene erroneamente pensato, bensì un nome multiplo, un nome che chiunque può iniziare ad utilizzare semplicemente firmandosi come tale.

A questo punto però è giunto il momento di chiedersi il perché della creazione e della diffusione di questa figura e in quale modo questo Luther Blissett possa agire nella chiave mitopoietica di cui vi abbiamo parlato in precedenza.

Secondo gli attuali membri del collettivo di scrittura Wu Ming, gli effettivi autori di Q e i principali promotori ed esponenti del Luther Blissett Project in Italia, con la figura di Luther Blissett si è voluto dar vita ad un nuovo eroe popolare simbolo di rivoluzione e di rivolta, della lotta degli oppressi contro il potere precostituito. In poche parole, utilizzando un paragone suggerito dagli stessi Wu Ming, Blissett può essere visto come una specie di Robin Hood dei giorni nostri che opera a livello culturale e sociale nelle modalità di cui abbiamo fatto cenno in precedenza. La lotta di Blissett, si capisce, ha un carattere estremamente politico: il potere da sconfiggere viene identificato nel sistema capitalistico che determina e condiziona pesantemente il nostro modo di vedere ed interpretare il mondo che ci circonda. Con l’introduzione di questo nuovo eroe si vuole dunque agire sull’immaginario collettivo del mondo occidentale, intossicato dal pensiero capitalista, proponendo una figura che contrapponga all’individualismo borghese la pluralità di Luther Blissett che, proprio per il suo essere multiplo incarna in sé valori di comunanza e collettività tipici del comunismo. Proporre questa nuova figura eroica significa quindi dare un nuovo modello, una nuova visione del mondo nella quale tutti gli aderenti al progetto possano identificarsi.

Questa breve presentazione non vuole essere naturalmente esaustiva dell’argomento Luther Blissett; ci sarebbe tanto da dire e non è sicuramente nelle intenzioni di chi scrive tediarvi con un’approfondita trattazione della storia di questo “eroe popolare”. Tuttavia ci piacerebbe che questo caso di mitopoiesi  contemporanea potesse diventare uno spunto di riflessione sui modelli che quotidianamente ci vengono trasmessi attraverso i mass media. Questi “eroi”, spesso a nostra insaputa, svolgono un ruolo fondamentale per ciò che riguarda il modo attraverso cui concepiamo noi stessi e le persone che ci circondano; ridiscutere queste figure, e magari crearne di nuove come è accaduto con Luther Blissett, può essere un’importante operazione, innanzitutto perché ci permette di comprendere meglio il modello di società in cui viviamo e, in secondo luogo, perché può essere un modo per indirizzare questo stesso modello verso nuovi orizzonti e nuove possibilità.

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