Tormento d’un mal assonnato

di Francesco Ronzoni

Stava sognando, lo percepiva. Si sentiva in un mondo a metà, dove non era più in grado di controllare i suoi pensieri, sebbene fosse convinto di essere ancora sveglio. Una sensazione di immobilità perpetua e insormontabile lo pervadeva, mentre al di fuori di questa sua realtà il tempo passava, per lui inesorabile, scandito da un orologio a muro inchiodato alla parete al suo fianco. Stava lottando, lottando rintocco dopo rintocco, lottando con foga sempre maggiore contro l’impotenza che lo incatenava. Tentava di risollevarsi da questo inspiegabile incantesimo dimenandosi e dibattendosi, ma, da sdraiato sul letto, ogni movimento rischiava di portarlo a cadere giù e ne consumava ineluttabilmente tutte le energie. Disperatamente perseverava nel suo tentativo di riprendere padronanza dei suoi sensi per riuscire a mantenere viva la coscienza che, si rendeva ormai conto, stava svanendo del tutto nel sogno. A poco a poco, un’ignota nausea iniziò a vorticare nella sua testa, mentre la sua stanza andava man mano sfocandosi in paesaggi svariati, che mutavano rapidamente a seconda delle emozioni che lo attraversavano attimo per attimo. Sporgersi di un capello al di fuori dal materasso gli provocava uno sbilanciamento incomprensibile, che il suo cervello registrava come se il suo corpo avesse concentrato tutta la sua massa in quel solo capello di corpo, e d’improvviso si vedeva precipitare nel vuoto. Con uno sforzo disumano riconquistava il controllo del suo peso e si lanciava sull’altro lato, a cui seguiva nel sogno uno scontro violento con il suolo. Una battuta d’arresto che opprimeva i polmoni e seccava la gola. Un altro repentino scorrere di paesaggi gli fulminava la vista a formare quello più consono all’aridità della sua bocca; quello che meglio giustificasse l’asfissia che lo induceva ad un respiro affannoso in cui era come consapevole di ogni molecola d’ossigeno che entrava; e di quante, traditrici, ne uscivano. Un deserto che per certi tratti ricordava una savana, una desolazione afosa che ardeva nel suo torace, che micidiale lo bruciava da dentro, che inestinguibile procedeva lungo le vie respiratorie su fino al naso, senza via di fuga. Le forze gli venivano e meno e così sveniva del tutto; e per un tempo indefinito si perdeva nell’oscurità che i suoi occhi ottenebrati gli mostravano, fino a rinvenire in un colpo solo. Era ancora sveglio, lo percepiva. Lo percepiva esattamente come il gelo che ora lo attanagliava. Il suo corpo non smetteva di avvampare e lasciava traspirare tutto il suo calore interno; l’ambiente esterno non ne restituiva a sufficienza. Continue scosse di freddo adesso lo trapassavano, aumentandone sussultoriamente la sensibilità e il grado di coscienza. Se prima si era trovato a combattere contro un torpore che lo fondeva e ne discioglieva ogni capacità e volontà di mantenersi desto, ora al contrario non sapeva più come abbandonarsi al sonno, come liberarsi invero dagli spasmi e delle contrazioni muscolari che lo tendevano e l’irrigidivano in quel gelo. Qualcuno lo martellava con una clava di ghiaccio, ci desiderava scommettere tutto se stesso su quella convinzione. Tuttavia, non sapeva distinguerlo quel qualcuno, perché la vista era annebbiata, appannata, opaca, e invece pareva che al suo fianco qualcun altro avesse preso a punzecchiarlo con lunghe viti e pungoli di ferro gelido e penetrante. La coscienza andava; e veniva; andava; e veniva; andava; e veniva. Tutto vorticava, tutto turbinava. Vedeva dei fogli sulla sua scrivania e subito dopo vedeva un avvoltoio girovagare sulla sua testa; vedeva un lampione fuori dalla finestra ed era come se si stesse dirigendo alla volta del Sole; vedeva l’orologio ticchettare e poi… l’orologio girava… e girava lento… e girava con un moto acquietante… che distendeva i pensieri e le membra… finché il sonno non giunse placido, e finalmente lo vinse nella quiete della notte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...