Intervista a Fridays for future Bergamo

di Lorenzo Caldirola

Fridays for future è un’iniziativa politica ma apartitica che dal novembre del 2018 porta studenti di tutto il mondo a scioperare il venerdì manifestando in favore dell’ambiente e contro il surriscaldamento climatico. Altro ha avuto l’occasione di intervistare due giovani membri del coordinamento bergamasco del movimento per scoprire cosa si cela dietro l’organizzazione delle manifestazioni che hanno fatto tanto discutere nel maggio e nel settembre del 2019.

Il gruppo conta quasi un centinaio di studenti, quasi tutti delle superiori, ma anche universitari e qualche ragazzo delle medie. Tutto ciò che il gruppo organizza è interamente pensato e gestito dai ragazzi, i quali, con ammirevoli sforzi e inventiva, non solo tirano insieme manifestazioni gigantesche come quella di settembre ma si occupano anche di molte attività di salvaguardia ambientale come, ad esempio, la raccolta di rifiuti nel territorio.

Le manifestazioni hanno già ottenuto i primi successi, riuscendo a far firmare al comune la Dichiarazione di emergenza climatica, sebbene in una versione più blanda. Gli intervistati riconoscono l’impegno della giunta e si dicono fiduciosi riguardo al futuro.

Parlando nello specifico della manifestazione di settembre e dello straordinario successo di affluenza i ragazzi si dicono entusiasti e riconoscono alle scuole il merito di aver concesso agli studenti di partecipare alla manifestazione senza essere considerati assenti a lezione. Questo da un lato è positivo poiché ha appunto consentito un’affluenza senza precedenti, d’altra parte questa scelta in buona fede da parte delle istituzioni ha smorzato il lato più ribelle del movimento, quello degli scioperi e dei disagi, e perciò da alcune personalità vicine è stato visto con sospetto.

Quello che per gli intervistati è certo è che la scuola ha cominciato a prendere coscienza dell’emergenza che ci troviamo a vivere, e questo è un importante passo avanti. La strada però resta ancora molto lunga. Gli scioperi infatti perdono buona parte della loro efficacia se non provocano disagi, ma perché questo avvenga non bastano gli studenti, serve che scendano in piazza anche i lavoratori. La cosa non sembra così immediata; forse per disinteresse, forse per sfiducia verso i più giovani, i sindacati hanno appoggiato solo timidamente gli scioperi per il clima non invitando a conti fatti i lavoratori a partecipare alla manifestazione se non in casi limitati e poco chiari.

Questo carica sulle spalle dei soli ragazzi l’intera organizzazione di eventi così importanti. Stiamo parlando di mesi e mesi di intensa attività di organizzazione e finanziamento. È doveroso sottolineare infatti che queste manifestazioni non sono sponsorizzate in alcun modo, sono i ragazzi a organizzare campagne di autofinanziamento, e che l’impatto ambientale di tutto quanto viene tenuto il più basso possibile, con ogni espediente che i mezzi a disposizione di Fridays for future consentono e non senza ingegno.

Nel complesso i ragazzi mi sono parsi seri e appassionati, con tanta voglia di fare e idee abbastanza chiare in testa. Certo, non è facile scontrarsi col mondo degli adulti e degli interessi dei singoli e la strada è ancora lunga, ma impegno e buona volontà non mancano perciò non posso che augurare loro buona fortuna.

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