The Truman Show

di Rosamarina Maggioni

Truman è un trentenne che conduce una vita apparentemente perfetta: è sposato con una bionda e sorridente infermiera, lavora in una società di assicurazioni e ogni mattina si dirige al lavoro sorridente e affabile con tutte le persone che regolarmente incontra.
Sembra felice e tutto intorno a lui appare perfetto, fino a quando comincia ad accorgersi che c’è qualcosa di strano nella vita che conduce, di ripetitivo e di artificioso. Inizia a riprendere in mano vecchie fotografie di quando era più giovane per cercare di capire qualcosa di più sul suo passato, ma non riesce a venirne a capo. Infatti, è difficile arrivare a capire cosa è stata la sua vita fino a quel momento: una grande finzione. Truman è il protagonista di uno show televisivo iniziato proprio dalla sua nascita, dopo che è stato abbandonato e adottato dagli studi di produzione. Tutto attorno a lui è finzione: vive su una grande isola che in realtà è uno studio televisivo dove tutte le persone che Truman vede sono attori, il cielo è disegnato, la notte e il giorno sono date dalle luci degli studi di produzione e così anche le condizioni atmosferiche.
Gli spettatori amano il Truman Show e da trent’anni non riescono a farne a meno: seguono Truman fin dalla nascita, verso i suoi primi passi, la perdita (finta) del padre in mare, la sua adolescenza e il suo primo vero amore, una ragazza contraria allo show che ha cercato fin dall’inizio di avvisarlo della vita che gli stavano facendo vivere e proprio per questo viene allontanata da Truman.

The Truman show è stato prodotto un anno prima dell’affermarsi del primo reality show americano, la versione statunitense de Il grande fratello,e quindi anticipa ampiamente la tendenza della società contemporanea di mettere la vita degli altri sotto i riflettori, di manipolarla e renderla meno vera.
Il film non solo anticipa un’abitudine pressante dei media della società contemporanea, ma parla direttamente allo spettatore, che spesso si sente vivere in un mondo finto e qualche volta vorrebbe, come Truman, prendere una barca, scappare tra le acque e cercare una via d’uscita dal mondo finto che gli è stato costruito attorno.

Ci resta solo da pensare: la nostra vita è vera o siamo solo protagonisti di un grande mondo fittizio creato da un Dio per sentirsi onnipotente? Lo scopriremo nella prossima puntata.

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