Il vasto oceano nero

di Rosamarina Maggioni

Alcuni scienziati svizzeri, che hanno recentemente attirato l’attenzione dell’intera comunità scientifica, sostengono di poter dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, che la città perduta di Atlantide si trovava su Marte e che i suoi astronauti commerciavano con l’antico Egitto, creando una relazione di scambio commerciale e culturale. Ancora più incredibile è la teoria secondo cui il leggendario Re Tutankhamon morì in un incidente aereo mentre si trovava su una navetta spaziale con equipaggio alieno.

«La civiltà marziana è stata distrutta da un meteorite, mentre l’Egitto era ancora ai suoi inizi», ha detto il Dott. Stephan Weisz ad un raduno di giornalisti e scienziati a Berna, in Svizzera. Ma gli Atlantidei hanno lasciato il segno sia sulla Terra che su Marte. Le fotografie top secret scattate sul pianeta rosso da sonde americane mostrano chiaramente i resti di templi sulla superficie.

«Le Piramidi d’Egitto e la capacità di mummificare il corpo umano sono sicuramente il frutto di tecnologie che non hanno avuto origine sulla Terra, ma da qualche altra parte, in questo caso Marte. È nostra convinzione che gli Atlantidei abbiano donato queste tecnologie agli egiziani in cambio di oro.»

Il Dr. Weisz e un suo collega, l’egittologo Conrad Vetsch, hanno affermato che una pergamena egiziana recentemente decifrata li ha portati a credere che Atlantide fosse situata su Marte: il rotolo descrive una civiltà tecnologicamente avanzata esistente oltre il nostro pianeta «nel vasto oceano nero dello spazio.»

«I ricercatori sanno da tempo che gli egiziani sono stati esposti al volo, infatti un modello elaborato di quello che loro chiamano aliante è stato trovato nella tomba di Tutankhamon», ha detto il Dott. Weisz al gruppo. «Alla luce delle informazioni raccolte dalle pergamene, ora vediamo che l’aliante era infatti la replica di una navetta spaziale; ed è proprio questa navicella spaziale ad essersi schiantata con a bordo il faraone egiziano.»

Non tutti i presenti alla conferenza hanno concordato totalmente con le teorie degli esperti, ma pochi hanno escluso categoricamente la possibilità che sia fondata. Il Dr. Seth Rausch, uno storico tedesco, crede che i ricercatori svizzeri siano andati troppo in là, chiamando la civiltà marziana Atlantide: «Non dubito che gli Egiziani fossero in contatto con gli extraterrestri», ha detto l’esperto, «ma fino a quando non ispezioneremo le rovine su Marte, non c’è modo di sapere se sono i resti di AtlantideA mio parere, se Atlantide è esistita, è esistita qui sulla Terra.»

L’astronomo norvegese Elling Gade ha concordato che: «É possibile che Atlantide sia stata una colonia di una civiltà aliena, ma sicuramente si trovava su questo pianeta».

A questo punto non sarebbe ingenuo pensare che il progetto della NASA di mandare un equipaggio umano sul pianeta rosso sia un pretesto per cercare di confermare queste tesi. Non ci resta che aspettare il primo uomo su Marte.

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