Io, vecchia opera d’arte

di Elisa Morlotti

Wang Suzhong è un uomo che vive, ormai da anni, solo, in una casa popolare di Chengdu, nel sud-ovest della Cina. Estremamente attento alla cura della sua persona e alla sua apparenza, si guadagna da vivere posando nudo per gli studenti delle scuole d’arte e delle università della sua città diversi giorni a settimana, anche più di una volta al giorno. Quello che stupisce di quest’uomo è che ha quasi novant’anni.

Per quasi tutta la vita, Wang ha lavorato come sarto nell’industra della moda e, facilitato anche dalla sua professione, è sempre stato attratto dalle forme d’arte che vedono come protagonista il corpo umano. Ha iniziato a lavorare come modello nel 2012. Se da una parte questo impiego ha rappresentato per lui il coronamento di un sogno, dall’altra è un ottimo antidoto alla solitudine e alla malinconia. Wang è uno dei cosiddetti empty nester cinesi, cioè un padre i cui figli hanno lasciato la casa e che è quindi costretto a vivere solo l’ultima parte della sua vita. Gli empty nester sono considerati una piaga sociale per la Cina, tanto che, nel 2013, il governo cinese ha approvato una legge che obbliga i figli che vivono lontani dai genitori a chiamarli o far loro visita frequentemente. In un contesto che considera l’anziano come un peso per la società, e che quindi lo spinge a sentirsi inutile ed escluso, Wang insegna che a qualsiasi età si può essere partecipi della vita sociale e ci si può rendere utile per la comunità. Il messaggio che Wang lancia a tutti gli empty nester della sua provincia è chiaro: nella nostra società c’è un posto anche per voi, non abbiate paura di farne parte. Wang è un esempio e uno stimolo per tutti quegli anziani cinesi che non si sentono più coinvolti e accettati da una comunità a cui hanno dedicato tutta la vita. In questo senso, la storia di Wang è anzitutto la storia di un riscatto sociale.

Wang svolge un lavoro che molti si rifiuterebbero di fare, ma che è estremamente utile per i giovani artisti. Anche se, secondo la mentalità cinese, essere un modello di nudo è ancora disonorevole, ha dato un senso nuovo ed interessante alla sua vita grazie a questa attività.

La sua storia ha tanto altro da insegnarci. Wang ci ricorda che un vecchio non è solo saggezza, nostalgia del passato oppure confusione mentale, ma anche fisicità, e che il corpo di un anziano è un degno soggetto dell’arte. Lo ricorda soprattutto a noi occidentali, che ci vergogniamo di fronte ad un corpo segnato dal tempo e ricorriamo spesso alla chirurgia estetica per sembrare eternamente giovani. Invece, forse con un po’ di coraggio e di spirito di ribellione, Wang si fa dipingere così com’è, con le sue rughe, le cicatrici e la pelle cascante, senza alcun imbarazzo. Ed è bello che lui commenti così: «Questo mi fa sentire come un’opera d’arte».

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