If i had a slice of garlic bread for every existing gender

di Lorenzo Caldirola

In questo numero, contro ogni sano istinto di autoconservazione, ho deciso di affrontare una questione spinosa sulla quale ho una scarsa conoscenza e idee abbastanza confuse. Confido nel fatto che ormai avrete capito il tenore da chiacchierata al bar di questa rubrica e che possiate perciò perdonare eventuali uscite volutamente goliardiche.

Parliamo di gender e nello specifico della quantità di identità di genere diverse che dopo secoli di manicheo acquazzone maschio-femmina sono finalmente uscite dalle loro umide tane per crogiolarsi al tiepido sole dei diritti civili.

È sacrosanto che identità biologica e identità di genere possano non coincidere, ed è giusto e normale che laddove questo accada uno abbia tutto il diritto di autodefinirsi, anche chirurgicamente.

I problemi iniziano adesso. È davvero necessario che esistano così tanti gender distinti? È oltremodo scomodo, sia da un punto di vista burocratico che di categorie mentali, poi finisce che ti confondi e fai una figuraccia. Dopotutto, per quanto diverse siano le strade con le quali ci si arriva, a parte qualche ragionevole eccezione di cui parleremo, si torna sempre alla dicotomia maschio-femmina. Un transgender, a prescindere da se si è sottoposto o meno a chirurgia, ha una precisa identità di genere qualunque fosse il suo sesso biologico, se era donna adesso è un uomo e viceversa, e questo è il suo presente. Che bisogno c’è di sottolineare un passato, probabilmente anche traumatico, con definizioni come transgender?

Per i genderfluid, anche se l’incognita tempo è un fattore da tenere in considerazione può valere lo stesso discorso.

Gli agender sono la prima eccezione. Scrivete in carta d’identità N.A., come sotto segni particolari, e amici come prima. La soluzione la trovo particolarmente elegante perché non intacca la benedetta classificazione binaria del gender.

L’ultimo caso sul quale mi soffermo sono i bigender o polygender. Ragazzi/e (o dovrei dire ragazzie, o forse ragazzei) mi spiace ma la botte piena e la moglie ubriaca no eh. Un po’ di indecisione ve la si concede così come agli amici genderfluid, ma non è che siete i più belli che potete avere tutto e subito, che qui chi troppo vuole nulla stringe e poi vi ritrovate pure voi con l’N.A. in documento. 

Poi a dire la verità esiste un florilegio di altri gender che la mia limitata mente fatica proprio a concepire, i vari neutrois, intergender, demigender, greygender, aporagender, maverique e novigender. Sono però convintissimo che tutti questi abbiano ottime ragioni per non ricadere nel binarismo maschio-femmina, pertanto preferisco non informarmi e far finta che non esistano, che magari in questo mondo di continui cambiamenti qualche certezza mi farebbe piacere tenerla.

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