God save Freddie

di Francesco Marinoni

La storia della musica e dello spettacolo è costellata di personaggi iconici, veri e propri idoli che hanno contribuito a rinnovare e sviluppare generi e stili cui chi è succeduto ha dovuto inevitabilmente guardare. Senza questi cosiddetti “mostri sacri”, molti degli artisti e delle canzoni che ascoltiamo oggi non avrebbero le basi su cui poggiare: come qualsiasi forma d’arte, anche la musica infatti ha bisogno inevitabilmente di qualche riferimento, che sia per celebrarlo o rigettarlo poco importa.

Tuttavia ci sono personalità che non si sono limitate a questo, diventando punti di riferimento anche al di fuori delle loro canzoni. Perché la forza di essere “pop” (nel senso letterale della parola) è proprio la possibilità di comunicare con moltissime persone allo stesso momento, diventare modelli di ispirazione e contribuire a costruire la società del presente e del futuro. Alcuni di questi protagonisti, spesso contraddistinti dalla loro eccentricità e unicità, si sono dimostrati molto più avanti anche del loro tempo, diventando i precursori di idee che gradualmente si sono diffuse anche in contesti prevalentemente ostili.

Uno di questi temi fondamentali è, per esempio, l’accettazione dell’omosessualità. In un’Europa che si basa inevitabilmente sulle sue radici cattoliche (soprattutto nei Paesi meridionali), è una questione che ancora oggi genera contrasti, in alcuni ambienti in particolare. Pensando al mondo della musica però, è innegabile come su certe questioni sia molto più avanti. Un nome in particolare viene subito in mente, inevitabilmente: quello di Freddie Mercury. In una sola persona uno dei più importanti cantanti rock di sempre e allo stesso tempo un personaggio che ha avuto il coraggio di mostrarsi apertamente per quello che era, in un contesto sociale in cui certi modi di fare e di vivere la vita erano ancora un tabù per molte persone.

Certo, è difficile dire quanto di quello che mostrava fosse parte del personaggio e quanto della persona, come per tutti i grandi protagonisti dello spettacolo, ma in questo senso anche solo scegliere di apparire in un certo modo non è privo di difficoltà. E quindi, volente o nolente, Freddie è diventato prima di tutto un simbolo, con il suo trucco pesante e l’abito da regina con cui chiudeva i concerti sulle note di “God save the Queen”. Ha saputo essere fuori dagli schemi ispirando milioni di persone, anche ovviamente per merito della sua voce eccezionale.

Certo, sicuramente non si può immaginare che una sola persona possa essere l’unica responsabile di un cambiamento di mentalità così grande, ma il contributo è innegabile. Se a questo poi si aggiunge la sua morte e il dibattito che ha fatto nascere sul tema dell’HIV e del sesso sicuro, non si può non riconoscere in Freddie Mercury una figura chiave per i diritti degli omosessuali e, a suo modo, un leader e continuatore della rivoluzione sessuale. Viene da chiedersi: con un Freddie in meno, in che mondo vivremmo?

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