Prospettive – Potere

La cella elementare

di Francesco Marinoni

È un’esistenza complicata, quella dell’elettrone. Provate a immaginare di vivere perennemente attratto da una forza che vi vincola ma che allo stesso tempo vi tiene distanti, lasciandovi in un limbo perenne. E tutto questo mentre siete allo stesso tempo onda e particella e vi muovete a velocità che nemmeno potete immaginare.

Ecco, questa è la mia vita. Da quando l’ultimo nucleo mi ha adottato sono diventato parte di un atomo, un’entità su cui non ho alcun controllo, governata da leggi millenarie e che solo pochi di voi umani conoscono. Gli altri miei compagni, che versano nella ma stessa condizione, li incontro continuamente, ma non ho mai tempo di scambiare una parola, uno sguardo con loro. La mia attenzione infatti è sempre fissata altrove, a quell’agglomerato di protoni e neutroni di cui sono schiavo. Ne ho cambiati tanti di nuclei nel corso della mia interminabile esistenza e con tutti ho vissuto la stessa sensazione di impotenza, di cieca venerazione, senza potere fare nulla di diverso dal ruotare ininterrottamente, seguendo le complicate orbite che il destino mi ha assegnato.

Non mi tratterrò ancora a lungo, il mio dovere di servo mi chiama. Forse un giorno tornerete a sentire parlare di me, il giorno in cui mi distinguerò da tutti gli altri: il primo elettrone che scelse di disobbedire.

Mio padre

di Elisa Morlotti

È bellissimo il mondo visto dall’alto: tutte le volte che il mio papà mi prende sulle spalle mi sento come un eroe potentissimo pronto a vincere qualsiasi battaglia e a sconfiggere anche il più terribile nemico. Il mio papà è fortissimo, è un gigante buono. Ha le mani grandi e la voce profonda, ma anche un sorriso gentile e gli occhi brillanti. So di essere un bambino fortunato, perché sono sicuro che lui mi proteggerebbe da qualsiasi cosa e che accanto a lui sarò sempre al sicuro. Anche se ogni tanto lo faccio arrabbiare, lui mi perdona sempre. Io da grande spero di essere come lui, e vorrei che lui fosse orgoglioso di me come io lo sono di lui: sarò per sempre il suo ometto preferito e il mio papà sarà per sempre il mio eroe.

È da due giorni che non parlo con mio padre. Ieri ha trovato le mie sigarette nella tasca della giacca e mi ha fatto una predica che non finiva più. Il fumo fa male alla salute, io mi preoccupo per te, ma chi ti credi di essere… Ma vi sembra normale che a sedici anni io non possa ancora decidere cosa fare della mia vita? Mi sento in gabbia in casa mia, a volte penso che la relazione con i miei sia asfissiante. Io voglio bene a mio padre, ma non può continuare così. Avrei voglia di scappare e di poter finalmente essere libero di fare quello che voglio! Non capisco come da piccolo potessi avere così tanta stima per lui.

La prima volta che ho realizzato che mio padre era anziano ho avvertito una stretta al cuore. Lui, che ha dedicato tanti anni della mia vita a me, ormai è debole e ha bisogno ogni giorno delle nostre cure. A volte rimpiango non aver passato più tempo con lui, a scherzare e a divertirci oppure a parlare della sua giovinezza e a conoscerci meglio. Sarà dura doversi separare dalla persona che, nel bene e nel male, nelle risate e nei litigi, ha rappresentato per me un porto sicuro, una guida e un esempio.

Impotenza

di Rosamarina Maggioni

Lei è lì, stesa sul letto, bella come il sole. Mi guarda con un sorriso, mi chiama a sé, mi bacia, mi accarezza. La stringo forte, il suo profumo mi inebria, la pelle morbida scorre dolce sotto le mie dita. La desidero, la desidero con tutto me stesso. Anche lei mi vuole, mi sussurra “stavolta andrà bene” e mi spoglia dolcemente. Ti prego, ti prego fa che vada bene. Sgombero la mente e cerco solo di pensare a lei e a quanto la amo, dio se la amo, ti prego, ti prego, ti prego ti prego…

E invece è un disastro, come sempre. Dalle stelle alle stalle. Il mio amichetto sotto non ha intenzione di collaborare, quanto lo odio… Forse dovrei andare da un medico o forse da uno psicologo? Non lo so, ma come posso dirmi uomo se non riesco neanche ad avere un’erezione? Se non riesco a soddisfare la donna che amo? Povera, anche lei rimane sempre spiazzata, cerca di fare qualcosa, si mette d’impegno ma nulla, niente da fare. Ho fatto cilecca di nuovo, ho 25 anni e mi sento un uomo inutile.

Cosa c’è che non va in me? Eppure di porno ne guardo e quando sono da solo va tutto bene, ma appena mi trovo davanti ad una ragazza non so che mi succede. La mia virilità se ne vola via e io rimango lì, come uno scemo, incapace anche solo di trovare una scusa: impotente davanti alla mia frustrante condizione.

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