Non c’è potere senza sottomissione

di Lorenzo Caldirola

Scaligeri, Visconti, Medici, Montefeltro e altri nomi altisonanti risuonano nelle nostre orecchie insieme a parole forti come potere, intrighi, dominio, ricchezza e chi più ne ha più ne metta. Ma erano davvero questi principati e signorie a detenere il Potere in Italia nel XIV e XV secolo?

Il ruolo del Signore, Principe, Tiranno o qualsiasi altra etichetta che gli si voglia dare non fu affatto semplice; difatti la coperta era sempre troppo corta e chi voleva detenere il potere doveva contemporaneamente stare attento a non pestare i piedi alla Chiesa, che ai tempi era all’apice del proprio splendore e deteneva possedimenti praticamente ovunque ed esercitava un’influenza impareggiabile sul popolo, ed evitare di apparire troppo importante agli occhi dell’Imperatore (del Sacro Romano Impero) che non avrebbe tardato a deporlo. Inoltre, doveva impegnarsi a non ledere troppo l’immagine che i cittadini avevano della forma di governo della città che formalmente in molti contesti restava una Repubblica.

Chi in questa spinosa situazione riuscì a mantenere saldo il potere e perciò è passato alla Storia non fu chi ebbe dalla sua la forza delle armi ma chi seppe al meglio districarsi nella complessa arte della diplomazia.

E fu così che Cosimo il Vecchio de Medici ricoprì giusto un paio di volte il ruolo di gonfaloniere di giustizia e negli ultimi dieci anni di potere non ricoprì nemmeno una carica ufficiale, così come il suo più illustre successore Lorenzo il Magnifico. Matteo Visconti ottenne il titolo di vicario imperiale pagando profumatamente Enrico VII così come fecero gli Scaligeri e i Gonzaga. Infine i signori dell’Italia centrale, ad esempio Malatesta e Montefeltro, non erano che, formalmente, vassalli del Papa.

Come potete immaginare la situazione era difficile e per prosperare le magnifiche signorie italiane, vanto della nostra Storia, dovettero chinare il capo ai veri potenti del tempo, Impero e Papato, e al contempo governare nell’ombra, in alcuni casi senza mai ricoprire cariche ufficiali, per non contrariare troppo i più zelanti fra i personaggi del popolo. È questo motivo di vergogna? Direi di no, dopotutto come ci insegna il Machiavelli l’importante è mantenere il potere ed esercitarlo al meglio, se per farlo tocca pulire con la lingua qualche suola vescovile lo si fa, per la Storia e la gloria eterna!

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