Tutto questo ha sapore di pane

di Elisa Morlotti

Di Pablo Neruda, che fu ricordato da Gabriel García Márquez come «il più grande poeta del XX secolo, in qualsiasi lingua», spesso ricordiamo solamente la lirica amorosa. In realtà, la produzione di questo autore è molto vasta e gli argomenti toccati dalla sua poesia sono decisamente variegati: Neruda ci parla di amore, appunto, di politica, di natura, di società, di vita quotidiana.

La vita di Neruda non fu facile, né tranquilla. Perse la madre ancora bambino e, almeno nei primi tempi, dovette scrivere e pubblicare le proprie poesie di nascosto dal padre. Impegnato politicamente sul fronte comunista, ricoprì diversi incarichi diplomatici per il suo Paese in molti Stati del mondo e, dopo l’ascesa al potere del dittatore Videla, fu costretto a lasciare il suo amato Cile e fuggire in esilio per qualche anno. Una leggenda vuole che la sua morte, avvenuta pochi giorni dopo il golpe di Pinochet, fosse stata provocata dal dolore per la sua patria, bagnata di sangue e obbligata ad obbedire ad un dittatore.

Quello che stupisce di Neruda è che, nonostante l’attivismo politico e sociale e il costante impegno per questioni di grande importanza, non smise mai di apprezzare le cose semplici, “elementari” della vita. Fra raccolte come Crepuscolario, che contiene le poesie giovanili e sentimentali dell’autore, e Canto general, un’opera epica sulla storia e sulle bellezze dell’America latina, intrisa di riferimenti alla storia contemporanea, troviamo le Odi elementari. In quest’opera Neruda si propone di celebrare le piccole cose della vita di ogni giorno, che rendono gioiosa e preziosa la quotidianità. Così, accanto all’Ode agli uccelli del Cile e all’Ode all’allegria, sono presenti l’Ode al pomodoro e l’Ode alla castagna. Sono molte le poesie di questa raccolta ad essere dedicate al cibo: Neruda mette in versi il sapore della cipolla, l’asprezza del limone, la dolcezza della prugna, la consistenza della patata… In queste odi, ogni pietanza prende vita e assume una propria personalità, tanto che il carciofo non è più un ortaggio ma diventa un orgoglioso soldato pronto ad una battaglia e nell’Ode alla cipolla sembra di leggere la descrizione di una bellissima fata. È interessante notare che spesso Neruda parla del cibo come se parlasse di amore: il ritratto che fa di alcuni ortaggi sembra riferito alla sua donna e nelle odi sono frequenti termini del lessico amoroso. D’altra parte, il cibo ha uno stretto rapporto con l’amore e con gli affetti, in quanto capace di creare un’atmosfera di gioiosa e serena convivialità. La gioia della condivisione e la bellezza dell’amicizia e dell’affetto sono, in effetti, una costante di questa raccolta. È per questo che le Odi elementari ci lasciano in bocca il sapore dolce della vita di ogni giorno insieme ai nostri cari.

Ma per tutti,

il pane, il pane

per tutti i popoli

e con esso ciò che ha

forma e sapore di pane

divideremo:

la terra,

la bellezza,

l’amore,

tutto questo ha sapore di pane.

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