Selezione di specie

di Giulio Bonandrini

Oh, la Francia. Lì si che sanno manifestare. Mica come qui.

Il capo d’imputazione: l’ORE, Orientation réussite étudiants.

E sarebbe? Una riforma della maturità e l’introduzione della selezione universitaria.

E quindi? Opposizione, occupazione, spazi di incontro, scontro e mobilitazione.

Aprile 2018.

Grado di infettività del virus insurrezionale: grado 4 scala Bakunin, elevato.

Aree di pronto intervento: la capitale e tutte le città universitarie del paese, bisogna intervenire prima che l’insurrezione si allarghi ai non studenti.

Soluzioni: il manganello (ultimo ritrovato della Sbirri&Co., perfetto su camicie e giacche da intellettuale; non lascia segni; dolore bestia assicurato. Prodotto in conformità all’articolo 43 comma 34528. Nota: non permessa la vendita e l’utilizzo ai civili), assetto antisommossa (formazione: in fila per sei con resto di due), arresti (vite rovinate: almeno sei, solo a Nanterre).

Alleati: i fedeli alleati di centro destra aiuteranno a sostenere l’urto dei disordinati.

Modalità di formulazione della riforma: i) al tavolo delle trattative si sono seduti tutti tranne il personale impiegato nell’educazione; ii) la discussione parlamentare è stata evitata grazie a una procedura prevista dall’articolo 45 comma 2 della Costituzione francese. Insomma: esautorazione delle camere del potere legislativo, super velocità e paraocchi.

Contenuti de loi ORE. I) introduzione della piattaforma Parcoursup: un gran casino fatto di pre-programmazione della vita futura per ogni studente maturando. Nell’anno della maturità ogni studente deve esprimere dieci preferenze per la sua formazione universitaria, i professori e il rettore sono poi chiamati a giudicare queste scelte, e infine le università, dopo aver classificato il tutto, avranno il diritto di ammettere o meno ciascuno studente. I criteri di scelta varieranno però in base al consiglio di amministrazione di ogni università, che fornirà la sua risposta seguendo tempistiche sue proprie, non regolamentate. In soldoni, ogni studente dovrà via via rifiutare le proposte di ciascuna università mano a mano che arrivano senza poter avere un quadro di insieme, sperando di essere ammesso nell’ateneo di sua scelta. Inoltre, di conseguenza, sin dal liceo verrà richiesto a ciascuno studente di conformare il suo percorso scolastico sull’università che andrà a frequentare. Chi di noi a quattordici anni sapeva cosa avrebbe voluto fare?

Riassunto.

Selezione: fa rima con controllo. Controllo di cosa? Della riproduzione sociale. Gerarchizzazione delle università e di conseguenza dei licei, dei titoli e degli studenti, delle periferie e dei poveri. Università livellate sulla base dei posti di lavoro che riescono a riempire; studi umanistici? Chi?

Produrre, progresso.

Scioperi, manifestazioni in tutto il paese. Cariche della polizia, idranti. Democrazia repressiva, democrazia sicura.

Un grido si alza dalle strade: “Tutti contro la selezione, tutti contro la selezione”.

Dicembre 2018

No. Si alzava. Tempo è ormai passato da quei giorni di aprile. La gente ha bisogno di lavorare, di studiare. Non si riesce a fare la rivoluzione. Anche questa volta il governo, soltanto aspettando, ha vinto. Una volta si sarebbe detto “presi per fame”, oggi si dice “ritorno all’ordine”.

Belli, i francesi. Loro ci credono ancora.

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