Lo scrutatore non votante

di Elisa Morlotti

«Lo scrutatore non votante è indifferente alla politica,/ è come un ateo praticante, seduto in chiesa alla domenica». Con queste parole inizia la canzone scritta da Samuele Bersani nel febbraio 2006, due mesi prima delle elezioni politiche italiane, e ispirata alla vicenda di un amico, ovvero Lo scrutatore non votante. Bersani pubblicò il suo nuovo singolo su i-Tunes non appena ebbe finito di scriverlo e solo dopo qualche mese decise di inserirlo nell’album L’aldiquà, che tratta anche altri temi impegnativi e di attualità (si pensi a brani come Sicuro precariato e a Occhiali rotti, dedicato al giornalista Enzo Baldoni). 

Il brano è un ritratto di coloro che, restando ad osservare, non riescono e non vogliono prendere una posizione ed esprimere la propria idea. Usando l’esempio concreto dello scrutatore non votante, Bersani attacca anche in generale la figura dell’ignavo e dell’ipocrita, che «conserva intatta la sua etica» non esponendosi mai al giudizio altrui e non prendendosi il rischio della decisione. L’ironia e la sagacità della descrizione contenuta nel testo, tipiche dello stile del cantautore, si riflettono nella briosità della melodia e del ritmo. In tutto questo però c’è dell’amarezza: l’ironia porta l’artista a conclusioni e considerazioni terribili («Lo fa svenire un po’ di sangue, ma poi è per la sedia elettrica») ed è evidente la delusione di Bersani per chi «poteva essere farfalla ed è rimasto una crisalide». L’essere uomini completi per l’autore diventa sinonimo di dichiarare le proprie idee e opinioni, di esporsi nella discussione con gli altri e di assumersi le responsabilità delle proprie decisioni: in poche parole significa avere un atteggiamento di partecipazione attiva nella società e negli ambiti che riguardano tutti noi in quanto cittadini. E il voto in questo riveste un’importanza fondamentale, in quanto è il momento cruciale della vita democratica di un Paese, in cui ognuno può esprimere la propria opinione concretamente all’interno di un ben preciso contesto politico.Lo scrutatore non votante è una canzone scritta di getto, in pochissimi giorni, e con il desiderio di diffonderla immediatamente: «Avrei voluto spedirla per SMS», ci racconta il cantautore in un’intervista. Il testo del brano e l’esigenza con cui Bersani volle farlo conoscere erano come un richiamo ai nostri doveri di cittadini. Poche settimane prima del voto, ci ricordava che votare non è solo adempiere alle proprie responsabilità di cittadini, ma anche essere coerenti con se stessi e le proprie idee.

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