Flooded Modernity

di Ludovica Sanseverino

Dall’alba di questa estate la cittadina danese di Vejle ha ospitato il Floating Art Festival, un festival d’arte contemporanea, terminato il 2 settembre, che incentra la sua attenzione su un tema ricorrente soprattutto nel contemporaneo, cioè l’impatto negativo che l’uomo ha assunto sulle risorse del nostro pianeta. Tra i principali effetti c’è il surriscaldamento globale, che determina i fenomeni di desertificazione, di scioglimento delle calotte polari e conseguentemente di innalzamento del livello del mare. Infatti, le istallazioni di ben undici artisti sono state posizionate sul pelo dell’acqua del fiordo danese della piccola città di Vejle, mettendo al centro dell’attenzione l’elemento acqua, simbolo di linfa vitale terrestre e protagonista dei principali cambiamenti legati all’ambiente.

Ma al tema ambientale si affianca inevitabilmente quello sociale: infatti la curatrice del festival Pernille Rom Bruun ci tiene a puntualizzare: «La selezione dei lavori si focalizza sulle sfide, globali e politiche, che ci troviamo ad affrontare proprio ai nostri giorni». Proprio per questo motivo l’opera di Asmund Havsteen-Mikkelsen non è passata inosservata: denominata Flooded modernity, rappresenta una delle più celebri opere architettoniche, cioè Ville Sovoye del noto artista Le Corbusier, affondata nelle acque del mare. La celebre struttura di Le Corbusier, la cui costruzione è iniziata nel 1928 e terminata nel 1931, si trova a Poissy ed è stata fino ad oggi simbolo di modernismo, di progresso e razionalismo. Tutti principi e ideali che per Havsteen-Mikkelsen sono letteralmente sprofondati negli abissi più scuri della contemporaneità, definita oramai irrazionale e antidemocratica. Lo stesso artista dichiara: «Il progetto è un commento critico sullo stato attuale della Modernità dopo gli scandali di Cambridge Analytica, con l’elezione di Trump e la Brexit». 

L’autore mette anche in luce un punto cruciale della nuova modernità, cioè le relazioni che l’uomo ha con la tecnologia, ora che quest’ultima viene utilizzata anche per manipolare delle elezioni democratiche attraverso i social media. Sempre Havsteen-Mikkelsen aggiunge: «Il nostro senso di democrazia e di sfera pubblica è stato distorto attraverso le capacità delle nuove tecnologie di riuscire a manipolarci con facilità».  Ville Sovoye da sempre è stata simbolo di ottimismo volto a rendere migliore il mondo soprattutto attraverso la ragione umana. Ottimismo che, evidentemente, sta svanendo insieme all’intelletto umano e piano piano sta venendo progressivamente sostituito da pessimismo e follia.

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