Non sono antifascista ma…

di Giulio Bonandrini

Tempi di crisi. Tempi di pochezza. In questo odierno offuscamento generale della ragione il tema del fascismo e dell’antifascismo può essere preso ad esempio. 

Cosa mette meglio in evidenza la crisi della ragione che l’addurre l’onere della prova agli antifascisti? 

Come è stato possibile questo travaso di colpe dal fascismo all’antifascismo? 

L’assurdità della situazione è che impone la giustificazione agli antifascisti e non ai fascisti. Dichiararsi fascisti è normale, normalizzato. Essere fascisti è un normale credo politico. Una normale opinione. 

Tu sei antifascista? Ma come? Ancora con sta storia dei fascisti? Non sarai mica comunista? Non sarai mica associato con i centri sociali? Con gli antagonisti? E così via. 

Come se chi si dichiarasse antifascista dovesse lasciar intravedere un “ma” a fine frase. 

E allora giochiamoci su questo “ma”, anche solo per fare da contrappeso a questa retorica. Con nessuna pretesa di compiutezza.

Io non sono antifascista ma non credo ci sia mai stato in Italia un serio tentativo di analisi del  passato fascista. 

Io non sono antifascista ma ho studiato la guerra in Libia e in Etiopia e il mito del bravo soldato italiano è appunto soltanto un mito.

Io non sono antifascista ma alla storia dei calpesti e derisi non ci credo. 

Io non sono antifascista ma Mussolini non ha fatto anche cose buone.

Io non sono antifascista ma non dimentico che il fascismo si è basato sull’alleanza tra grandi capitalisti del nord e latifondisti del sud uniti dalla paura dei rossi.

Io non sono antifascista ma non lascio che la mia attenzione venga deviata da ciò che mi dice la televisione.

Io non sono antifascista ma non lascio andare a viole il mio spirito critico.

Io non sono antifascista ma non mi dimentico.

Io non sono antifascista ma trovo assurda questa normalizzazione del fascismo.

Io non sono antifascista ma se uno si dice fascista, quello è un coglione.

Io non sono antifascista ma il modo in cui televisioni e giornali trattano i fascisti mi fa venire da vomitare.

Io non sono un antifascista ma se un fascista mi trova simpatico io mi chiedo dove sbaglio.

A dire il vero io sono proprio antifascista. A dire il vero non faccio distinguo tra me e qualcuno più radicale di me nel suo antifascismo. A dire il vero credo che la frase di Pasolini sul fascismo degli antifascisti sia totalmente estorta dal contesto e che non significhi nulla, solo un ennesimo tentativo di spostare l’attenzione. 

A dire il vero credo che dovreste continuare voi questo testo. Dai su forza: io non sono antifascista ma..

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