Liberi di progredire

di Ludovica Sanseverino

Il termine fascista sta ad indicare un individuo o un collettivo di estrema destra che, con atteggiamenti violenti e discriminatori, punta a minare la libertà del singolo. Come già saprete, il fascismo nasce come movimento politico italiano nel 1919 con Benito Mussolini e dal secondo dopoguerra questa corrente politica della destra estrema ha continuato ad esistere come “neofascismo”. Questi gruppi simil-politizzanti si istituirono già dal 1946 con il Movimento Sociale Italiano, che si proponeva di tenere viva la fiamma del ventennio. Andando avanti con gli anni sorsero altri movimenti, come Forza Nuova e Casapound, dichiaratamente ispirati al partito fascista; altri gruppi invece hanno scelto di portare avanti queste ideologie in modo più subdolo e meno esplicito, nascondendole per esempio dietro la discriminazione verso gli stranieri e i meridionali (uno su tutti, la Lega Nord).

Oggi l’estrema destra spinge molto sull’identità nazionale e l’immagine del “parassita” è passata ad indicare soprattutto gli immigrati. Infatti questi partiti hanno spesso fatto della loro politica un manifesto d’odio verso chi ha un colore della pelle diverso dal bianco, chiedendo l’espatrio degli immigrati irregolari e cavalcando la retorica dell’aiutarli a casa loro. Tutto questo meccanismo è riconducibile fondamentalmente al problema immigrazione, che ha spaccato il nostro paese fra chi difende i nuovi arrivati e chi vorrebbe cacciarli. La verità però è che il vero problema non sono i clandestini, ma la cattiva gestione del flusso migratorio e l’incapacità di organizzare efficacemente l’accoglienza. Con l’Europa che chiude sempre più i confini, questo tema è stato al centro di una dura strumentalizzazione politica, che spesso non affronta però i veri nodi della questione. 

Si assiste più che altro a una guerra tra poveri, che viene alimentata anche dalla divisione forzata in due fronti inconciliabili: la Destra e la Sinistra. Questo purtroppo finisce per sfociare in atti di violenza inauditi: la strage di Macerata ad opera di Luca Traini, accaduta il 3 febbraio del 2018, in cui 6 immigrati africani sono rimasti feriti. La causa scatenante, a detta dell’autore, sarebbe stata la vendetta per l’omicidio di Pamela Mastropietro, ragazza diciottenne uccisa da Innocent Oseghale, uno spacciatore nigeriano. In seguito all’arresto di Traini, nella sua abitazione sono stati rinvenuti cimeli e riviste inneggianti al nazismo e una copia di “Mein Kampf”. 

D’altra parte, anche l’estrema sinistra si rende protagonista di aggressioni: Massimiliano Ursino, esponente di Forza Nuova a Palermo, è stato legato e malmenato da 8 ragazzi e la scena, ripresa con un cellulare, è stata poi caricata in rete. Ursino però aveva già dei precedenti penali: venne condannato a due anni e mezzo di carcere per azioni razziste a scapito di due migranti del Bangladesh e, nel 2006, venne rinviato a giudizio per lesioni aggravate ai danni di un nigeriano.

Sembra che gli estremisti si dimentichino chi sia il vero problema di un sistema che non funziona: il malgoverno, da una parte e dall’altra. Entrambe le sponde invece cavalcano il malcontento limitandosi a mettersi gli uni contro gli altri, escludendo chi non condivide il loro pensiero. Chi è di estrema destra non accetta gli antifascisti e chi è di estrema sinistra non accetta antifascisti che non siano comunisti, quando invece l’antifascismo dovrebbe essere slegato dal colore politico.

E per chi non condivide nessuna delle due idee? Dove vanno a finire quelli che odiano le etichette politiche? Chiariamoci: le ideologie fasciste devono essere condannate in quanto mirano alla distruzione della libertà individuale, ma è anche vero che quel fascismo che c’era un tempo oggi non esiste più. Esiste in quanto ombra del passato, che è stato però parzialmente superato. Invece, dall’altra parte, vediamo estremisti sinistrorsi che portano avanti idee marxiste e anticapitaliste, in un mondo che ormai vive di capitale e di capitalisti; l’anticapitalismo è un’ideologia nobile ma, purtroppo, non attuabile nel 2018. Queste correnti estremiste di pensiero crescono rivangando ideali del passato; ma non si potrà mai progredire se si rimane impantanati in ciò che dovrebbe essere lasciato indietro. Il progresso e l’intelletto sono le uniche armi che si possono usare per cambiare il sistema. 

Insomma, a detta mia si può cominciare per esempio ribadendo che si può essere antifascisti senza essere comunisti. Bisognerebbe condurre le nostre battaglie su principi che vanno oltre le etichette di ideali passati. Mi darete della buonista, ma ognuno di noi sogna un mondo migliore e non bisognerebbe marchiare come buonista un pensiero che e va oltre la politica ispirandosi all’amore per l’uomo, l’uguaglianza e la libertà. Essere antifascista non vuol dire camminare con il pugno alzato e la bandiera rossa; essere antifascista oggi vuol dire avere il coraggio di agire nel bene, senza appoggiarsi per forza a frasi fatte e stereotipi politici. Cito a proposito una frase di Sebastian Faure: “L’Anarchismo si può riassumere in una sola parola: libertà”. Liberi, anche da ideologie anziane e da stereotipi omologatori.

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