La parola con la F

di Giulio Bonandrini

Wumingfoundation.com non può essere definito un blog. È una definizione che gli va stretta. Un laboratorio, uno spazio di confronto e condivisione. In cui la penna deve essere affilata, i problemi concreti e i pensieri coerenti. Ma soprattutto è antifascismo.

«È orribile doversi occupare dei fascisti, di chi li sdogana, di chi li corteggia, di chi ci beve lo spritz assieme. Si vivrebbe meglio, senza tutti costoro, senza doverne scrivere. Negli anni scorsi, in effetti, molti hanno proposto di ignorarli: non ragioniam di lor ma guarda e passa, «non abbassiamoci al loro livello», «se li contesti gli fai pubblicità» ecc. Una fallacia logica dietro l’altra, per una linea di condotta nefasta».

Quello del fascismo è un tema che va affrontato, va analizzato criticamente per potersene distinguere, ripulire, al contrario di come fanno i talkshow alla televisione. «hanno accolto nei loro salotti duci e ducetti dell’ultradestra, capicenturia del razzismo «civico» organizzato, führer del fascioleghismo, “dialogando” con loro, e mentre “dialogavano”, ogni loro gesto, ogni mossetta, ogni espressione diceva: «Ammiratemi, guardate come sono aperto e liberale, guardate fin dove mi spingo nel confronto democratico», e al tempo stesso: «Non cambiate canale, guardate che razza di freak vi sto mostrando, tra poco dirà qualcosa di oltraggioso, s’alzerà un polverone, stasera faccio uno share della madonna, per commentare usate il solito hashtag».

Purtroppo, però: «col tempo i freak sembrano sempre più «normali», e i polveroni non s’alzano più ma gravano sui discorsi e non vanno via, sono perenni, come cappe di smog». Normalizzati i loro discorsi, sono divenuti criticabili, ma accettabili.

Ma parlare dei fascisti, o parlare con loro, porta via tempo. «Se non ci fossero i fascisti, avremmo più tempo, più concentrazione per affrontare altre urgenze. Urgenze enormi, mondiali: lo sconvolgimento climatico già in corso, le siccità e carestie, la crisi idrica globale, l’esaurimento delle risorse, la devastazione del territorio, le guerre e gli esodi che tutto questo provocherà». 

Il problema è che il fascismo ha già vinto, perché è proprio a questo che il fascismo serve: «Il fascismo è un dispositivo che fabbrica a ciclo continuo falsi problemi  e false soluzioni a quei problemi, quindi false al quadrato».

«Sempre attuale la massima di August Bebel: «L’antisemitismo è il socialismo degli imbecilli». Il razzismo è l’anticapitalismo di chi è reso imbecille dalla macchina mitologica fascista».

Il fascino distrae, sposta l’attenzione, reincanala energie «malcontento, voglia di gridare, di ribellarsi, di organizzarsi, di fare cose insieme», per creare guerra tra poveri.

Per questo «È necessario capire come funziona la macchina mitologica fascista, sfatando gli equivoci che la circondano e smontando le narrazioni tossiche che produce. […] Contrastare il fascismo non è occuparsi di un diversivo, ma della macchina che produce i diversivi, per distruggerla».

Ecco, questa è una riflessione sul fascismo. Una riflessione che parte da premesse ed arriva a conclusioni che possono essere trovate all’interno del blog. Uno spazio come non ne esistono e una vera boccata d’aria fresca nell’ansimante dibattito pubblico. Andate a vedere, leggete, commentate: vi risponderanno e ne uscirà una discussione ancora più utile. Sempre con coerenza e antifascismo.

Fonte: https://www.wumingfoundation.com/giap/2017/11/antifascismo-oggi/#more-31761

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