Frammento di “Posta del Suono” – giugno 2017

di Mattia Guarnerio

Caro Mattia,

Questa mattina sorseggiavo una bevanda al gusto di caffè coi miei colleghi, e ancora quelli si lamentavano. «Stiamo diventando sordi!».

Dei simpatizzanti di destra si sono riuniti, per qualche giorno, al centro sportivo vicino alle loro case. A loro non importerebbe, non vorrebbero immischiarsi negli affari di nessuno, se non fosse per il chiasso, per la musica ad alto volume e gli schiamazzi. Alcuni vorrebbero sporgere querela per disturbo della quiete pubblica. Vorrebbero farli tacere, quei balordi, ma non riescono a mettersi d’accordo. A molti basta la protezione dei doppi vetri, l’attesa che quei giovani esaltati se ne vadano via.

Perpless*, cerco informazioni su Internet. Subito scopro il nome dell’evento: Campo Hobbit. A prima vista, sembrerebbe un ritrovo di fanatici di Tolkien. Il volantino, piuttosto casereccio, presenta gli orari di esibizione di diverse band musicali. Mi salta all’occhio un dettaglio. In fondo al documento è indicato l’autore della grafica: tal “camerata” Marcello Pasquale.

Mattia, sono preoccupat*. Se non erro sono i fanatici di destra ad attribuirsi il titolo di “camerata”. Eppure mi sembrano innocui, finora non hanno fatto male a nessuno, né dimostrano di averne l’intenzione. Pare sia la semplice celebrazione del quarantesimo anniversario dal primo raduno, che incornicia gli interventi di diversi politici o intellettuali controcorrente. La musica è pure decente, stasera potrei fermarmi ad ascoltare. Che dovrei fare?

Car* Andrea,

Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato un mondo incolore. È strano. Quando faccio per attraversare la strada mi accorgo che non si distingue più il rosso dal verde. Se non ricordassi quale dei due sta sotto o sopra dovrei tirare a indovinare. 

Fortunatamente ho una buona memoria; quella che manca ai miei amici. Io ricordo: il rosso sta sopra, il verde sta sotto; loro, invece, non si ricordano bene ciò che è stato. Si avventurano sulle strisce, noncuranti del pericolo, ed ogni volta rischiano di farsi ammazzare dalle automobili che passano. Io allora mi batto per far ingrandire le targhe, renderle ben leggibili: sostituirei fascisti a tutte le diciture che ho scritto in grassetto. Così, quando investiranno qualcuno dei miei o dei tuoi amici, sapremo immediatamente chi è stato.

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