Euskal Herria e Sahrawi

di Andrea Calini

I nostri caffè scorretti proseguono e innaffiano i tardi pomeriggi di molti sabati di città alta. Ce n’è per tutte e per tutti, non temete! Anche se ve ne siete persi dei pezzi c’è modo di recuperare nel futuro prossimo (in fondo all’articolo il calendario dei prossimi incontri). Bene, ci eravamo lasciati sulle note della carovana antifascista della Banda Bassotti in partenza a maggio per il Donbass, ricordate? Nell’ultimo mese e mezzo i pomeriggi Maitiani ci hanno portato in latitudini e longitudini diverse, assaggiando storie e pezzi di terra che non avevamo mai sentito o mai abbastanza approfondito, col minimo comun denominatore che ci eravamo preposti: focalizzarci sul dar risalto a quella neonata (o mai morta?) vocazione internazionalista che spinge tante compagne e tanti compagni ad impegnarsi, informarsi, lottare, scegliere, prendere parte.

A febbraio abbiamo incontrato l’Associazione “Mauja Sahrawi”, che da anni fa conoscere la storia di questo popolo e porta aiuto ai tanti profughi che dal cosiddetto Sahara Occidentale sono dovuti scappare; in questa occasione è stata anche presentata la graphic novel “Io sono SAHARAWI”, la biografia illustrata della Voz del Sahara, Mariem Hassan: una storia al femminile di musica e resistenza.

A marzo invece abbiamo portato in città alta due ospiti, due compagne, una portavoce della Red Internacional en Defensa del Pueblo Mapuche e una rappresentante del Comitato Amici e Amiche di Euskal Herria. Abbiamo unito, attraverso questo incontro, due lotte simili fra di loro ma distanti sulla cartina geografica: da una parte la lotta del popolo Mapuche, che resiste contro l’intromissione capitalista delle multinazionali nel proprio territorio e contro la repressione dello stato cileno e argentino; dall’altra parte la lotta del popolo Basco, che da centinaia di anni si batte per l’indipendenza e per essere pienamente riconosciuto.

Insomma, per quanto ci si possa spostare lontano, al Maite si può sempre avere questioni che riguardano parti del mondo distanti a portata di mano. Con l’occasione di rifletterci e di incontrare chi in prima persona le vive. Al prossimo caffè scorretto, amici!

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