Questo dove lo appendiamo?

di Lorenzo Caldirola

Pensando ai muri, quella con l’arte figurativa non è sicuramente l’associazione più immediata di questi tempi, eppure il legame tra questi elementi (?) è molto più saldo e antico di quanto si possa credere. Mi arrischierei pure a sostenere che senza muri non ci sarebbe l’arte come la conosciamo.

Come tutti ben sanno agli albori della pittura c’erano le pitture rupestri, di cui il muro ,in quanto supporto fisico, è parte fondamentale.

Facendo un salto avanti nel tempo, ed evitando la banale associazione muro/affresco, vorrei che provaste a pensare a cosa ne sarebbe stato di tutta l’arte pittorica se non ci fossero stati dei muri su cui appendere i quadri. Se volete spingervi ancora più in là domandatevi se sono i quadri a necessitare un supporto per essere esposti o se sono i muri a pretendere di essere decorati. E non si parla solo di dipinti, considerate gli arazzi: nella nostra storia dell’arte non siamo riusciti nemmeno a tenere i tappeti per terra, a qualcuno probabilmente dava fastidio l’enorme macchia d’umidità sulla parete del proprio palazzo e ha ben pensato di coprirla con qualcosa di più grande dell’ennesimo quadretto della Madonna col bambino.

Da un certo punto di vista anche il cinema è molto legato al concetto di muro, di netta separazione tra spettatore e spettacolo e, non a caso, quando un autore cerca di aggirare questa dicotomia si dice che “sfonda la quarta parete”.

Infine, avvicinandoci ai giorni nostri, non si può che pensare ai graffiti, espressione tra le principali della street art eppure molto discussa per quanto riguarda il suo statuto artistico. Questo tipo di espressione riflette il desiderio di notorietà di questa società: il muro è un supporto duraturo e sotto gli occhi di tutti, sfruttarlo per esprimere la propria creatività rende le proprie opere forzatamente pubbliche, in linea con una mentalità pop che peraltro abbiamo forse già abbandonato.

La prossima volta che passerete di fronte al muro grigio e scrostato di un palazzone o sentirete al telegiornale (o dove si  informano ora i giovani) che qualcuno sta pensando di costruire l’ennesimo muro di confine, pensate al magnifico impatto che potrebbe avere un po’ di arte su tanta cupezza.

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