Intervista a Bruno Fornara

di Francesco Marinoni

Bruno Fornara è uno dei maggiori critici cinematografici italiani ed è uno dei selezionatori per il Festival del Cinema di Venezia. A Bergamo, oltre ad essersi occupato per molto tempo del Bergamo Film Meeting, ha organizzato numerosi seminari sul linguaggio cinematografico, alcuni anche all’interno delle scuole superiori. Noi di Altro l’abbiamo contattato per fargli qualche domanda.

Altro: Per iniziare, quando e come è nato il suo interesse e la sua passione per il mondo del cinema?

Fornara: Io sono nato a Pettenasco, un piccolo comune sulla sponda del Lago d’Orta. Fin da ragazzino frequentavo la piccola sala cinematografica comunale e, la domenica, spesso mi occupavo anche delle proiezioni. Quando poi ho cominciato il ginnasio a Verbania sono entrato in contatto con il cineforum locale, per poi arrivare a fondarne uno con i miei amici che condividevano la mia stessa passione: il Cineforum Omegna, giunto l’anno scorso alla 54° edizione. Crescendo, il nostro interesse per il cinema si è sviluppato ancor di più e mi ha portato a mettermi in contatto con registi e a partecipare ai principali festival in tutta Italia. Nel 1978 sono diventato presidente dell’Associazione Italiana Cineforum, quando ancora facevo l’insegnante. In seguito poi ho scelto di abbandonare la carriera scolastica per dedicarmi interamente a quella di critico cinematografico.

Altro: Al momento di cosa si sta occupando in particolare?

Fornara: Nonostante siano passati molti anni resto ancora affezionato al Cineforum Omegna, del quale mi occupo ancora tutti gli anni. Faccio parte poi della commissione di sei critici che seleziona i film per il Festival del Cinema di Venezia, insegno alla scuola Holden di Torino e tengo anche numerosi corsi per ragazzi ed adulti. Naturalmente scrivo anche su riviste e siti che si occupano di cinema, come Rockerilla e La rivista del cinematografo.

Altro: Ecco, particolarmente interessante è la sua dedizione a tenere corsi sul linguaggio e i retroscena del cinema. Pensa che sia importante fare in modo che si crei una cultura cinematografica negli spettatori?

Fornara: Certamente. Spesso nel vedere un film ci si limita a seguire la storia, al massimo se l’argomento si presta si discute dei temi trattati. Ma quello che lo spettatore medio non riesce a cogliere è il lavoro del regista che sta dietro il film, l’uso dei materiali, i movimenti, le inquadrature. Raccontare una storia è facile attraverso delle immagini, un bravo regista invece riesce a trasmettere anche un senso ed è un peccato non riuscire a coglierlo. Per questo penso sia importante avere delle conoscenze che permettano di andare oltre l’approccio immediato.

Altro: Gliel’avranno sicuramente chiesto in tanti ma siamo comunque curiosi: quali sono i suoi film preferiti, quelli che metterebbe per primi sul suo scaffale?

Fornara: Se penso a film che hanno fatto la storia del cinema, gli imprescindibili, direi Quarto potere di Orson Welles, La regola del gioco di Jean Renoir, La corazzata Potëmkin di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn e sicuramente qualche film di Federico Fellini. Se invece devo fare una scelta più personale dico La morte corre sul fiume, unico film di Charles Laughton, su cui ho anche scritto un libro.

Altro: Del cinema italiano invece, in particolare di quello attuale, cosa pensa?

Fornara: A mio parere il cinema italiano offre sempre qualcosa di interessante, nonostante sia poco solido dal punto di vista produttivo (gran parte delle produzioni è in mano alla Rai). Se da una parte tanti registi si danno al commerciale, dall’altra ce n’è un buon numero che invece hanno scelto di seguire la loro strada, fra i quali cito Marco Bellocchio, Nanni Moretti e Mario Martone. Il vero limite del cinema italiano forse è che manca di una visione più larga, che vada oltre il nostro Paese.

Altro: Un’ultima cosa: ci da qualche consiglio su cosa andare a vedere in sala?

Fornara: Consiglio sicuramente Tre manifesti a Ebbing, Missouri, che è anche candidato a numerosi premi Oscar. In uscita c’è poi il Leone d’Oro di Venezia, La forma dell’acqua, anch’esso in corsa per i premi Oscar. Altri film interessanti già in sala sono Morto Stalin se ne fa un altro (un film storico particolare) e Coco (un film di animazione). La verità è che sono tanti i film che meritano, spesso necessitano soltanto del pubblico giusto che vada a vederli.

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