di Samuele Togni

Il gigantesco ragno

dai mille “TI VEDO”

mi segue,

i suoi occhi (non più stelle)

obiettivi e telecamere,

mossi da orribili reti

che muovono chiunque,

persino le mie mani.

Mai più un bel dito nel naso,

mi obbligano a mettermi in posa

o desterò sospetti.

Oppure…

Oppure compirò

un’impresa rivoluzionaria:

li filmerò,

regalando loro

l’oblio dell’infinito.

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