La Costituzione, un ponte fra memoria e diversità

di Marta Naldi

In un primo momento può sembrare un piccolo pesce. Un piccolo pesce? Sì, così molti dicono che appaia l’embrione ai primi mesi del suo sviluppo. In un secondo momento assume, invece, la forma di un piccolo rettile per poi arrivare ad avere le sembianze di un mammifero.

Durante questo percorso le branchie si tramutano in apparato respiratorio, la coda scompare e un’altra serie di cambiamenti si verificano.

Tutto si svolge come se, in ogni sviluppo embrionale, per la formazione di una nuova identità si riassumesse la memoria dell’evoluzione.

 Nel Mondo Nuovo di Aldous Huxley la memoria e la diversità assumono una forma ordinata e irreggimentata. Infatti le persone sono preconfezionate, a livello genetico, secondo categorie e canoni prestabiliti. La loro educazione, programmata tramite la ripetizione, durante il sonno, di slogan e contenuti è finalizzata a condurli allo svolgimento di compiti e ruoli fissi, preassegnati. La società risulta essere un ingranaggio in cui il singolo vede annullata la sua individualità.

L’ipermnesia dell’uomo che non sapeva dimenticare niente, descritto da Lurija, dimostra l’impossibilità di un rapporto conviviale tra memoria e diversità senza una struttura regolatoria. L’eccesso di ricordo paralizza e non permette di assimilare alcune diversità non essendo coscienti di sé.

Questi esempi, apparentemente eterogenei, mostrano la problematicità del rapporto memoria-diversità e la necessità della presenza di un filtro che lo regoli.

Nel caso dell’ontogenesi questo ruolo è svolto dal DNA che media tra memoria della specie e diversità individuale.

Per quanto riguarda lo stato e la comunità sociale, questa relazione viene garantita e protetta dalla Costituzione. È questo documento che permette continuità e coerenza nella storia di un paese ma, nello stesso tempo, assicura la possibilità di adattarsi ai cambiamenti dello scenario internazionale. Pensiamo al fenomeno delle migrazioni di massa e alla necessità di governarlo. La nostra carta nella parte riguardante diritti e doveri dei cittadini si basa sulla Dichiarazione dei diritti dell’uomo  fornendo una bussola per legiferare in modo adeguato al nuovo contesto.

La Costituzione (modificabile secondo regole scritte al suo interno), ponte tra memoria e diversità, è quindi bene comune.

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