Bene con la maiuscola

di Andrea Calini

Il bene è tale se è comune, dicevano gli antichi (o almeno certi antichi, quelli più saggi degli altri). Ma era un Bene inteso con la lettera maiuscola, e quindi una sorta di obiettivo a lunga scadenza, un bacino concettuale e allo stesso tempo sociale a cui far riferimento. Era un orizzonte, insomma: se allungavi il collo forse riuscivi anche a vederlo, il Bene maiuscolo. Oggi il bene comune si è necessariamente concretizzato, è qualcosa di palpabile e alla portata di tutti. Certe volte sfumato nei suoi contorni, afferrabile solo per un attimo; altre volte invece assolutamente fondamentale, imprescindibile per la sopravvivenza di tutti. Beni comuni lo sono anche quelle cose che esistono sì fisicamente, ma la cui importanza è soprattutto morale, sociale. E poi cose che vengono spacciate per beni comuni, promesse come tali, ma poi si rivelano essere beni di pochi o addirittura di nessuno.

Ci siamo messi come sempre intorno a un tavolo e ci siamo domandati, semplicemente, cosa significasse per ciascuno di noi far riferimento a un bene comune. Questo è il variopinto esito di quella discussione, che ciascuno di noi ha rielaborato personalmente.

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