Volontariato, ma chi te lo fa fare?

di Sara, Patrizia ed Elena

Ma chi te lo fa fare? Quante volte ci è stata posta questa domanda e quanto è stato difficile dare una risposta, anche perché, diciamocelo chiaramente: chi ce lo fa fare di passare una serata con persone con disabilità piuttosto che con il proprio ragazzo o con gli amici?

Spesso si dice che il tempo è denaro e questo è vero, sta ad ognuno di noi decidere quanto e come arricchirlo. Vi chiederete in che modo le nostre ore di volontariato possano rappresentare un “guadagno”. Cerchiamo allora di rispondere raccogliendo alcuni pensieri personali.

“L’esperienza di volontariato mi ha dato la possibilità di scoprire lati del mio carattere che non abitualmente esprimevo  come la pazienza, la sensibilità e il saper cogliere i bisogni dell’altro prima dei miei”.

“Spesso tendo ad ingigantire le difficoltà quotidiane facendole diventare delle montagne insormontabili  (un brutto voto, litigio con i genitori, l’ultimo modello di Iphone tanto desiderato ma mai ottenuto…) ma vedere la realtà che mi circonda mi ha permesso di uscire dalla zona di comfort,  capire cosa conta davvero, e cercare di ridare dimensione e significato ad ogni evento, bello o brutto che sia. Questa mia nuova prospettiva non nasce dal riconoscere una mancanza nell’altro, magari accompagnata da sentimenti di pena, tristezza o dispiacere (cosa che avrei provato di primo acchito anche solo due anni fa) ma deriva dalla naturalezza, spontaneità e vivacità con la quale lo stesso affronta la vita e la sua condizione, più o meno consciamente, ma stando di fronte a quel che è.  É proprio quest’ultimo aspetto che mi mette in discussione in quanto persona, mi porta a riflettere e quindi a crescere e maturare.”

“Volontariato non è sinonimo di unilateralità! Da quando sono volontaria la sensazione è più quella di ricevere che quella di dare. Inizialmente ero quasi certa del contrario, credevo di poter migliorare la loro vita e che la mia ricompensa sarebbe stata quella di sentirmi importante per qualcuno in difficoltà ed essere a posto con la coscienza. Ho riscontrato che non è proprio così, più che dare mi sembra di ricevere, traducendolo in termini concreti: i tanti abbracci, i grazie e i sorrisi spontanei, le risate e la voglia di fare che mi trasmettono”.

“Fare il volontario non è né scontato né semplice ma è un impegno che richiede costanza, determinazione e che, a volte, mi porta a dover riconoscere e guardare in faccia i miei limiti e le mie fatiche. Entrando in relazione con l’altro ho riscontrato che fondamentale è assumersi delle responsabilità. Cerco sempre di sospendere il giudizio senza valutazioni o classificazioni ma di accogliere l’altro come una persona unica, con una sua identità e una sua dignità”.

Ad oggi, crediamo che il nostro percorso di volontariato sia solo un trampolino di lancio per uno sguardo più vero e bello del mondo che ci circonda.

Restiamo ferme nella consapevolezza e nella speranza che, come ha aiutato noi a riscoprirci persone nuove, possa essere d’aiuto a tante altre persone che, come noi inizialmente, hanno voluto buttarsi in una nuova esperienza, scoprendo  come tale ricchezza aiuti realmente a vivere meglio, in modo più leggero, spensierato e maturo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...