Prospettive – BergamoScienza

Galileo

di Lorenzo Caldirola

Incredibile! Chi l’avrebbe mai detto che saremmo giunti a questo. Un processo pubblico e la prospettiva agghiacciante della tortura se non ritratto le mie teorie. Eppure sono stato prudente, ho aspettato il momento giusto, lo sapevo benissimo il rischio a cui mi esponevo non seguendo i dettami della Chiesa. Il cardinale Barberini, mio protettore, è diventato Papa e nel Dialogo ho avuto la cura di essere sottile, ho lasciato che la disputa fosse incontrovertibilmente vinta dall’aristotelico, che tanto ciò che contava era che passassero le argomentazioni del copernicano: sarebbe poi stato il giudizio del lettore a stabilire chi avesse realmente ragione. Scrivere in italiano però è stato un bell’azzardo, era importante che il mio messaggio giungesse a più persone possibili ma così facendo l’inquisizione si è alterata non poco. Forse in un altro momento, con persone di una mentalità più aperta, la bontà delle mie tesi sarebbe stata manifesta. Ma non oggi, non mentre la Chiesa si chiude a riccio nella sua corazza reazionaria davanti al progresso sempre più incalzante.
In ogni caso non devo disperare, non tutto è perduto. Una ritrattazione pubblica è un bello schiaffo alla mia autostima ma un intellettuale del mio livello non verrà mai punito troppo severamente, ha sentito dire che mi costringeranno agli arresti domiciliari, nulla più. Ma non importa! Continuerò a scrutare il cielo finché i miei occhi me lo permetteranno, a smarrirmi nell’immensità del creato e a ringraziare Dio per tutta questa bellezza di cui ci ha fatto dono. Dopotutto la Terra è opera sua, non cambia nulla il fatto che eppur si muove.

Luna

di Beatrice Marconi

Wadd, Basted, Diana. Nel corso della mia vita gli abitanti della sfera azzurra mi hanno dato parecchi nomi; in cambio ho dato loro interminabili notti di fantasie, speranze, misteri e ispirazione per quello che loro chiamano “poesia”. Quando mi sono accorta che non potevo far altro che girare attorno alla loro “Terra”, ho pensato che mi sarei annoiata a lungo. Eppure dopo tutto questo tempo riescono ancora a sorprendermi: in fin dei conti è divertente vederli tutti intenti a elaborare teorie per dimostrare di essere al centro dell’universo.
C’era un uomo della sfera, però, che mi guardava in un modo singolare. Ogni sera mi puntava addosso un tubo strano attraverso il quale lo vedevo rimpicciolirsi all’inverosimile (era evidente che andasse fiero di quel suo “cannocchiale”). Capii solo più tardi perché lo facesse. In realtà lo capirono anche altri uomini e la cosa non piacque molto: aveva qualcosa a che fare con le mie macchie e con la loro assurda convinzione di essere incastonati nel cielo. L’uomo del tubo passò allora un brutto periodo.
Ho avuto molto tempo per imparare a leggere la sofferenza degli umani, ma giuro che anche a un occhio meno esperto del mio il suo dolore sarebbe risultato evidente. Arrivò perfino un momento in cui negò di avermi conosciuto, di aver passato centinaia di notti di intimità con me.

Allora feci la cosa che so fare meglio e regalai all’uomo del tubo una speranza. Capii che l’aveva ricevuta quando disse: “Eppur si muove”.

Io di fronte a Galileo

di Francesco Placenza

Ecco! Eccolo lì che entra. É visibilmente provato dalla reclusione. Crede ancora che possa essere torturato e per quanto abbia tentato di persuaderlo che non si sarebbe arrivati a tanto, la sua paura sembra aver l’ultima parola. Sono sinceramente dispiaciuto. In fondo in questi ultimi anni ho stretto col Galilei un rapporto che non penso sia sbagliato definire amichevole, nonostante appaia tutto l’opposto, essendo io, Cardinal Roberto Bellarmino, in piedi oggi accanto a Paolo V in veste di rappresentate della Santa Inquisizione. Ma ciò per l’appunto apparirà solo ai più e di questo sinceramente non mi è mai importato. Ciò che adesso mi preme è tentare di convincere Sua Santità che il Galilei è davvero un buon cristiano ed è quindi disposto a vedere gli errori delle teorie da lui sostenute nelle sue opere, qualora fossero in contrasto con gli insegnamenti della Bibbia. In questo caso sarebbe lo stesso Galilei a comprendere la necessità di un’abiura, anche se sarà arduo pronunciarla. Bene: è arrivato per me il momento di parlare. E, mi si creda o no, avrei fatto a meno di accusare un uomo alla cui salute tengo e per giunta dalla mente tanto acuta. Confido che tutto finisca per il meglio e alla svelta.

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