Intervista a Mario Salvi

di Andrea Calini

1- Come e da quali menti nasce l’idea di un festival a tema scientifico?

Nasce da un gruppo di amici, tra cui due scienziati, che dopo una precedente esperienza con l’associazione Sinapsi, che promuoveva conferenze di scienza letteratura storia etc, hanno deciso di puntare sulla scienza per l’interesse che il pubblico aveva dimostrato in quelle prime occasioni. L’idea era di mettere a confronto con il pubblico scienziati di punta e Nobel; l’obiettivo trasmettere il messaggio scientifico della scoperta con parole semplici e dirette, nei luoghi usati abitualmente per convegni o riunioni di specialisti.

2- Per quale motivo lei e altri sentivate l’esigenza di organizzare una manifestazione sulla scienza?

In parte ho già’ risposto. Un’altra questione importante era la necessità di promuovere la cultura scientifica mettendola a pari livello di quella umanistica, soprattutto per l’incombente minaccia antiscientifica che era allora, ed oggi forse di più, evidente nel panorama culturale italiano.

3- Quali erano gli obiettivi e i sogni che vi eravate preposti e che vi animavano?

Il Festival era lo sbocco naturale dei nostri desideri: la gratuità degli eventi e l’assoluta indipendenza da ideologie e pregiudizi. Gli scienziati possono presentare le loro scoperte scientifiche al pubblico in modo trasparente, potendo approfondire gli argomenti senza la preoccupazione di dover difendere le loro ipotesi o confrontarsi con chi non è d’accordo (vedi dibattiti televisivi tipo Porta a Porta). Chi la pensa diversamente può presentare i propri dati, rigorosamente scientifici, in un’altra conferenza o in una tavola rotonda con un moderatore.

4- BergamoScienza organizza molti incontri e laboratori per e nelle scuole: avete trovato gli istituti subito disponibili a collaborare?

Sì, ma non immediatamente: grazie ad alcuni insegnanti appassionati abbiamo progressivamente coinvolto la maggior parte delle scuole di città’ e provincia. Ora siamo il festival che coinvolge di più gli studenti e la scuola e siamo per questo conosciuti in tutta Italia.

5- Quali sono gli ospiti più illustri che sono stati invitati?

Una ventina di premi Nobel, tra cui James Watson, che ha scoperto la struttura elicoidale del DNA. Ma anche futuri premi Nobel e scienziati che hanno rivoluzionato la ricerca scientifica internazionale. Molti di questi sono italiani che hanno fatto la fortuna dei più prestigiosi laboratori di ricerca internazionali con le loro scoperte. 6- Rispetto ad ora, come pensa che possa crescere ancora BergamoScienza?

Il Festival va bene così, non può e non deve crescere ancora. Abbiamo però da 2 anni la casa della Scienza a Bergamo: il Bergamo Science Center. Questo è il futuro: un luogo dove si parla e si fa scienza tutto l’anno, soprattutto un luogo per giovani e gestito dai giovani. Un luogo pubblico che fa di Bergamo l’unica città’ italiana con uno Science Center in centro, con accesso gratuito e visibile per chi arriva in treno o in bus. La nostra nuova sfida è ora quella di renderlo visibile e fruibile tutto l’anno, con iniziative ed eventi di grande attrattiva. Penso che ce la faremo con l’aiuto di tutti quelli che vogliono partecipare ed aiutare, gratuitamente però.

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