Intervista a Marilyn Monroe

di Beatrice Marconi

Altro: Buongiorno Miss Monroe, ho appuntamento, è per quel giornale: Altro.

Marilyn Monroe: Oh, sì. Ho letto il vostro ultimo numero, l’intervista a Melania era così divertente! Ma non riuscirete a far sembrare anche a me ridicola: bisogna essere una mora molto intelligente per interpretare un’oca bionda.

A: Non è questa l’intenzione, Miss Monroe. Vorremmo solo intervistarla su un tema che ci sta molto a cuore (almeno questo mese): i soldi.

MM: Scelta ottima, cari. Be’ penso che la mia opinione a riguardo sia piuttosto conosciuta, perfino nel secolo strambo in cui vivete: “Un baciamano può essere molto raffinato, ma i diamanti sono i migliori amici di una ragazza”. E ora aggiungo che nemmeno agli uomini dovrebbero dispiacere.

A: Ha sempre avuto questa opinione?

MM: Devo dire di no. Quando il successo mi ha travolta all’improvviso, non capivo ancora il valore dei soldi, forse perché non ne avevo. Lo scriva pure: ai suoi esordi Marilyn Monroe non poteva nemmeno permettersi un golfino. Ma anche più tardi, quando ho iniziato a guadagnarmi da vivere a Hollywood, non sono stati i soldi farmi capire quanto valevo, furono le persone: i miei fans. Mi scrivevano moltissime lettere, lo studio ne era sommerso. Sono stati loro a dirmi per primi che ero una, anzi, l’unica star!

A: Ma non pensa che la celebrità, con tutto quello che comporta, possa averla cambiata?

MM: Io non sono affatto cambiata, è stata la gente a iniziare a vedermi in modo diverso. A vedermi come qualcosa che non apparteneva più al loro mondo. Il pubblico ha cominciato a voler capire se fossi “vera” e i giornalisti si facevano in quattro per accontentarlo: immagino sia difficile concepire che una persona famosa, proprio in quanto vera, abbia bisogno di avere dei segreti. Oh, quante volte ho pensato “Quanto mi piacerebbe essere una donna delle pulizie”, ma poi mi accontentavo di ciò che ero.

A: Allora sarà stata Hollywood ad accettarla…

MM: Su questo vi sbagliate. Non sopportavano che potessi anche solo pensare di sentirmi una star senza il loro consenso. Vi faccio un piccolo esempio. Ho sempre avuto il vizio di essere ritardataria, ma quando ero una ragazza normale potevo permetterlo. Se un’attrice, una persona di successo è in ritardo è perché vuole farsi attendere, perché è viziata. Oh, ma che sciocca, non vi ho ancora offerto da bere! Qui ho solo champagne, mi piace ancora molto, sapete? Forse in vita mi piaceva troppo, devo dire.

A: No, grazie Miss Monroe. Non ci è consentito bere mentre lavoriamo.

MM: Be’ meglio, berrò anche per voi. Comunque, non pensiate che non ne abbia da dire anche sulla categoria dei giornalisti. Stanno lì, così vicini al mondo della ricchezza che, quando non riescono a farne parte, soffrono più di coloro che nemmeno lo possono immaginare. E così cercano di brillare di luce riflessa, cercano di prendersi pezzi delle persone che intervistano e non sempre sono clementi. La fama ti lascia solo e, se sei sfortunato come lo sono stata io, ti isola anche da quelli che la condividono con te. È un covo di vipere.

A: Ma i diamanti non erano i suoi migliori amici?

MM: Certo, ma i diamanti vengono sempre donati da qualcuno e per ogni diamante che hai c’è sempre qualcuno che ne ha uno in meno. Sono queste persone il pericolo, non le pietre.

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