Prospettive – Stati Uniti

Cercasi oro

di Lorenzo Caldirola

La vita da cercatore d’oro è molto più dura di quanto pensassi, per fortuna che c’è il whiskey! Ah maledizione, a furia di stare dieci ore al giorno con l’acqua fino alle ginocchia è già bello se non mi stanno crescendo le squame! Pure la mia schiena è tutta un dolore. Per cosa poi? Quello che credevo essere il fiume dei sogni si è rivelato un rivolo fangoso dove trovi più sanguisughe che pagliuzze. E come se non fosse abbastanza adesso ci sono quei luridi indiani. I loro attacchi poco più a sud si stanno facendo sempre più frequenti e in città c’è chi sostiene che tra non molto dovremo affrontarli pure qua. Ben venga, a quanto raccontano le compagnie minerarie sono disposte a pagare un bel gruzzoletto a chi si prende la briga di sbarazzarsi di quelle bestie e per il mio fedele Winchester non dev’essere un compito troppo difficile. Magari potrei far carriera, diventare un cacciatore di taglie, uccidere sia indiani che briganti, già vedo i dollari piovere, cinquecento o addirittura mille dollari a taglia, diventerò ricco!Ma cosa diavolo sto dicendo, sono solo un poveraccio e nemmeno so cavalcare, non mi resta che star qua a cercare l’oro in mezzo alla sabbia o al massimo arrendermi e mettermi alle dipendenze di qualche grossa compagnia, magari come guardia di qualche miniera o di qualche convoglio, così almeno potrò sparare dritto in mezzo agli occhi a qualcuno. 

Born in 1953

di Francesco Placenza

1953: la paura rossa si aggira per gli Stati Uniti, ed è ben altro che uno spettro. Neanche un decennio è passato e sembra che dobbiamo di nuovo essere catapultati in un conflitto mondiale. Prima erano i nazisti, adesso sono i comunisti. Sono rassicurato dal fatto che il nostro neoeletto presidente sia stato in passato un generale che ha avuto a che fare con questi uomini (se così si possono chiamare), penso quindi sappia come comportarsi. Da lui mi aspetto fermezza e nessuna indulgenza contro il comunismo e so che avrà occasione di dimostrarcelo. Tuttavia ci sono ancora aspetti che devono far tener alta la guarda al popolo americano: la guerra in Corea è ormai in una fase di stallo; gira voce che spie sovietiche siano già presenti sul suolo americano; la Cina, la più potente alleata dell’URSS, sta iniziando a sviluppare un progresso tecnico e militare che un giorno ci creerà grossi problemi, lo sento; infine, disgrazia delle disgrazie, i sovietici sono riusciti a sviluppare l’arma atomica. Non possiamo più permetterci di non vedere cosa sta accadendo. Tutti gli americani devono sentirsi chiamati in causa, ecco perché ho deciso di portare anche il mio contributo arruolandomi nell’esercito. Dimostrerò a tutti, soprattutto ai comunisti, di cosa sono capace, di cosa è capace l’America. Che Dio mi assista.

Non prendiamoci in giro

di Francesco Marinoni

Islam: una parola che mi fa paura. Una religione che mi fa paura. È inutile che proviate a convincermi che
sia una religione come le altre perché ho smesso di crederci da tempo: l’Islam è una minaccia terribile per l’Occidente e in particolar modo per gli Stati Uniti, la mia nazione. Non sono bastati i 2996 cittadini americani morti l’11 Settembre a farvelo capire? Non è bastato Charlie Hebdo? È tempo di aprire gli occhi, prima che sia troppo tardi, e affrontare questo pericoloso nemico che minaccia le nostre tradizioni e lancia messaggi di morte. Non possiamo permetterci di aspettare l’ennesimo attentato, l’ennesimo inutile massacro di vite innocenti.
L’integrazione ha fallito, ormai è evidente: come si può pensare che una cultura così diversa possa convivere con la nostra? Il pericolo vive in mezzo a noi e dobbiamo assolutamente allontanarlo: l’espulsione è l’unica soluzione.
E non lo dico perché sono razzista. Difendere il proprio paese è forse razzismo? Voglio solo che sia chiaro che l’America appartiene solo e soltanto agli Americani, oggi più che mai. Ne va del futuro di questa grande nazione, della mia Nazione. 

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