Sigilli nella Valle Seriana

di Domnita Prisacari

Il sito Bikeitalia e tanti altri di consultazione regionale la descrivono come un’ottima pista, una delle più belle della provincia. Stiamo parlando della ciclopedonale della Valle Seriana. Provare per credere: è davvero il modo migliore esplorare la valle con la bici, tanto più che alla pista si aggiungono altri percorsi secondari che si dipartono dalla dorsale principale. Si evitano le code in auto, le cadute in moto, le lentezze a piedi. L’ideale, insomma.
Questa ciclopedonale è anche un ottimo esempio di riuso intelligente del territorio in quanto è stata ricavata, almeno in parte, sul percorso della ferrovia in disuso, la Bergamo-Clusone. Il tratto più completo è quello che va da Albino a Clusone ma poi è possibile continuare a risalire la valle fino a Valbondione, alternando la pista ciclabile a strade secondarie poco trafficate. E anche i molti tratti sterrati risultano facilmente percorribili. Fin qui tutto bene.
Quasi tutto bene. Prima dell’inaugurazione di uno di questi tracciati secondari sono state riscontrate delle irregolarità tanto che il Corpo Forestale dello Stato ha messo i sigilli sul tratto della pista ciclabile della Valle del Lujo che da Albino, in mezzo ai boschi e al verde, porta fino a Fiobbio. Questa situazione risale al 28 luglio dello scorso anno e da allora la pista risulta sotto sequestro.
Stando alle notizie riportate sull’Eco di Bergamo e Il Corriere, dopo un sopralluogo gli uomini della Forestale avrebbero “riscontrato delle difformità rispetto al progetto approvato (l’opera è comunale) e delle inadempienze nella gestione del materiale e rocce di scavo”. Trattandosi di un tratto immerso nel verde e nelle foreste è alta l’attenzione ai materiali da non utilizzare poiché vi sono specie animali e vegetali da tutelare. La Forestale aveva affermato che il motivo del sequestro sarebbero stati dei “riporti di materiali non previsti a progetto e strettamente funzionali alla pista ciclabile”. Però sembra (e ad oggi non risulta) che non siano stati depositati dei rifiuti pericolosi e il punto interessato, trovandosi sopraelevato, non dovrebbe causare problemi idraulici al corso del torrente Lujo.
Ci sono persone ancora indagate mentre il sindaco di Albino, dott. Fabio Terzi, è stato nominato custode dell’area sequestrata. Dall’ormai lontano 28 luglio sono passati sette mesi. Nonostante la cessazione del sequestro della pista fosse stata annunciata per il 30 settembre del 2016, i nastri permangono e nessun bipede umano vi si avventura né si può ancora godere della striscia asfaltata per sfrecciare in sella alla propria bici. Si attende la primavera per avere ulteriori news e tutti nella valle si augurano un finale lieto e lungimirante. Anche a noi non resta che unirci all’attesa di risposte.

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