Intervista a Roberto dal Lago di Bikefellas

di Lorenzo Caldirola

A:Cosa fate a Bikefellas?
R.d.L.:Bikefellas è una cooperativa sociale di tipo B, ovvero dedicata all’inserimento lavorativo di persone con diverse tipologie di svantaggio così come lo è la Ciclostazione 42.
Abbiamo iniziato 8 anni fa con la Ciclostazione, uno spazio di riparazione, noleggio, custodia bici e altri servizi per ciclisti urbani presso la stazione dei treni di Bergamo. Serviva qualcuno che facesse riparazioni veloci per chi usa la bici tutti i giorni, quindi non biciclette per uso prettamente sportivo ma quotidiano. Gli altri negozianti del centro malvolentieri fanno questo tipo di riparazioni perché si ha a che fare con bici vecchie, con gente che non vuole spendere tanto e massacra le biciclette perché le vede come un mezzo di trasporto al pari delle scarpe, non come un giocattolo da usare solo la domenica.
Contemporaneamente abbiamo capito che questo tipo di attività ben si adattava a quello che è il reinserimento lavorativo di persone svantaggiate dato che è un’attività stimolante e che mette a contatto con la gente.
Ci siamo messi in stazione perché è uno spazio storico di marginalità sociale e anche perché ci interessava avere un presidio diretto sul parcheggio bici affinché ne rubassero meno.


A: Quindi già dall’origine di Ciclostazione lavorate in questa realtà?
R.d.L.: In realtà il tutto è nato ancor prima dall’esperienza di Pedalopolis, un’associazione di gente che si è conosciuta alle Critical Mass, poi è venuto il tempo di Ciclostazione e qualche anno fa dato che lo spazio era piccolo e aumentavano le richieste e la voglia di dare a Bergamo un’idea di bicicletta che non c’era (ovvero quella della bici come mezzo di trasporto e di viaggio) abbiamo aperto Bikefellas.

A: Anche se non so quanto sia comodo girare in bici in centro a Bergamo…
R.d.L.: In verità è molto più comodo che girare in macchina. A tratti è pericoloso ma non di per sé, lo è per la presenza degli altri mezzi. Comunque la bicicletta è il mezzo più comodo e veloce per muoversi sia a Bergamo che nell’Hinterland. Con la rivoluzione che dal Nord Europa si sta diffondendo  anche qui la situazione sta migliorando. Arriviamo da anni di monocultura dell’automobile che ha portato a tutti i problemi di traffico e al circolo vizioso per cui “i mezzi pubblici sono lenti perché c’è traffico e allora non li uso e prendo la macchina e quindi c’è più traffico”. Invece mezzi pubblici e biciclette sarebbero il modo per rendere la città più vivibile e razionale. Oltre al fatto che la bici è sana e divertente.


La Ciclostazione è un negozio come Bikefellas?
La Ciclostazione è più uno spazio di officina riparazione e noleggio, qui invece abbiamo iniziato a sviluppare un’attività più commerciale, anche se la nostra caratterizzazione è sempre quella dell’officina.
Contro un sistema che per anni è andato avanti a buttare quello che si rompeva, un po’ quello che succede con le biciclette che si trovano nei supermercati a 80 euro, noi preferiamo riparare e dare vita nuova a bici magari molto vecchie.


Effettivamente nel vostro sito si vede che le biciclette che create sono molto particolari…
Crediamo nella possibilità di avere una bici che abbia la propria personalità, anche perché più la bicicletta è personalizzata e unica meno è probabile che la rubino dato che i ladri preferiscono le bici anonime, più facili da rivendere e meno riconoscibili. Certo, aiuta anche l’acquisto di un lucchetto potente.
Ormai andando in giro per la città riconosciamo i clienti dalle loro biciclette.


Vi occupate anche del reinserimento lavorativo?
Attualmente siamo 5 dipendenti, due con inserimento lavorativo.


Provenienti da ambienti affini al settore ciclistico?
Sulle biciclette hanno imparato qua, anche se in realtà uno era praticamente cresciuto nell’officina del padre quindi ha dovuto solo trasportare sulle biciclette le proprie conoscenze. Biciclette che sono più complesse di ciò che si pensa perché nel loro meccanismo essenziale hanno una serie di delicatezze meccaniche dovute al fatto che, a differenza delle automobili, sono macchine che devono portare un guidatore più pesante di loro.


Il vostro cliente abituale?
Abbiamo molti tipi di clienti, principalmente il ciclista urbano che può essere la signora che va in bici a far la spesa come l’immigrato che non avendo la macchina va al lavoro in bici. Abbiamo anche clienti appassionati che cercano componenti e biciclette particolari.


Anche perché guardandosi intorno sembrate veramente ben forniti per quanto riguarda i componenti…
Sì sulle riparazioni siamo molto forniti, in più ci stiamo fornendo anche di componenti di alta gamma per chi fa un uso intensivo della bici, per le bici da viaggio e anche nel campo delle bici pieghevoli.
Ci interessano molto i viaggi in bici e alcuni clienti cominciano a riconoscerci come esperti.
Anche perché con Ryanair qua vicino ti arriva pure gente dal Nord Europa con la bicicletta appresso che vuole partire per un viaggio e ha bisogno di assistenza.


Nell’ambiente siete molto conosciuti?
In città siamo rinomati per la riparazione, tanto che spesso tempo fa gli altri negozi mandavano i clienti da noi per questi problemi.
Siamo comunque una realtà giovane che deve affermarsi e fare esperienza. Siamo anche inseriti in una rete nazionale che racchiude questo tipo di associazioni e chi come noi crede nel ciclismo urbano.

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