Finestre con vetri a specchio

di Ludovica Sanseverino

Il momento della giornata migliore. Quando sai che tutto sta per finire, prima di addormentarti, ti affacci fuori dal balcone o dalla finestra, mentre fumi la tua sigaretta, mentre bevi il tuo tè serale, pensando. Le finestre sono quelle piccole aperture tra i muri che dividono il dentro e il fuori, sono quella minuscola fuga quotidiana in cui puoi rintanarti tra i tuoi sogni e le tue immaginazioni. C’è chi si affaccia dalle sbarre di un carcere, chi dalle aule di una scuola, preso dalla noia, chi dal proprio salone di casa. Chi si affaccia dagli ospedali e chi dai treni, guardando il mondo scorrere. Chi si affaccia dagli hotel di lusso, chi da sudici appartamenti. Tutti abbiamo una nostra finestra dietro alla quale ci rintaniamo.
Quando penso alla finestra vedo me, appoggiata alla balaustra del balcone della mia cucina, a guardarmi dentro. A sentire il respiro del mondo, ad osservare la luna e le stelle, a mandargli un bacio prima di coricarmi, ad immaginarmi un qualcosa di meglio. Come un bambino che sogna, guardando il cielo, di essere un astronauta che nuota nello spazio. Come un malato che si affaccia alla sua finestra d’ospedale e si rincuora ascoltando il battito del vento sui vetri. Come un padre che si affaccia alla finestra, osservando le auto che scorrono sulle strade, pensando a un dono per i suoi figli. Come due amanti che si baciano alla finestra, guardando dall’alto i passanti tra i marciapiedi.
Sono quei luoghi in cui la mente viaggia oltre, dove le persone condividono le loro fantasie col cosmo. I balconi e le finestre sono per i viaggiatori che non vogliono più ritornare, oppure per chi si è perso lungo la via e vuole ritrovarla. Sono quei luoghi dove le persone appoggiano i vasi di fiori per abbellire e colorare le strade, parlando con i vicini di ciò che è più frivolo. Oppure sono per gli amici che non si siedono sulle sedie, per parlare di ciò che accade e di ciò che potrebbe essere. Sono per gli intellettuali e i filosofi che devono trovare spiegazioni ai loro perché. Possono essere luogo di fuga per i detenuti che con occhi sognanti guardano all’esterno ripensando ai loro sbagli e alle loro sofferenze, proiettando il film del giorno in cui usciranno da quelle mura.
Le finestre sono quei luoghi che ti permettono di non dividerti, di non chiuderti in te stesso, sono aperture che ti permettono di non impazzire, sono luoghi di perdizione della mente che vuole solo andare via. A tutta l’umanità è capitato di affacciarsi ad una finestra. Ci sono state persone che guardavano fuori dalla finestra per ascoltare il suono dei bombardamenti o per urlare una vittoria. Dovunque tu andrai ci sarà sempre una finestra o un balcone che ti aprirà la strada al mondo, saranno sempre luoghi in cui le persone per un momento si fermeranno, penseranno, scriveranno, sogneranno.

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