Quel che sta sotto

Ma quando si parla di Terra di mezzo- e quando si parla di Terra di mezzo si parla di Tolkien e della “sua” Terra di mezzo– vien subito spontaneo chiedersi: in mezzo a che?
E allora bisogna procurarsi una mappa, per prima cosa.
Esiste una mappa delle Terre di mezzo?
Dal 2015 sappiamo che esiste.
Ma come sono andate le cose? Per saperlo bisogna andare a bussare alla porta di Pauline Baynes e chiederlo a lei, illustratrice tra gli anni Cinquanta e Settanta dei romanzi di Tolkien. Proprio lei che un giorno d’autunno del 2015 entrò nella libreria Blackwell’s Rare Books di Oxford.
Aveva in mano un libro di cui voleva disfarsi: perché? Non risponde, ma possiamo immaginarlo. Perché non aveva posto nella sua libreria che aveva appena finito di riordinare in una lunga giornata di pioggia a Oxford? perché non aveva soldi da dare al figlio che voleva partire per l’America? Perché sotto sotto quel prof. Tolkien gli era antipatico? Perché aveva avuto una storia d’amore con lui, ma ora voleva disfarsi dei ricordi?
Insomma lei entra in libreria, appoggia il libro sul bancone di legno verniciato, e screpolato ai bordi, e le mani del commesso – un commesso con un camice blu di cotone che si era appena infilato i guanti bianchi con cui la Direzione gli aveva consigliato di toccare i libri rari- prendono il libro: guarda caso si intitola Il signore degli Anelli. Sorrisi a miss Baynes e tintinnare delle sterline concordate che passano dal cassetto alla borsetta. La signorina esce (più ricca? più povera?), il commesso si dedica alle sue attività consuete da commesso quando…
Quando arriva di corsa un ragazzino, di quelli che non riescono a stare fermi e non resiste al titolo: agguanta il volume, che gli scivola dalle mani. Il libro cade, il commesso accorre; flemmaticamente esclama “oh, my God”, con la o molto aperta. Il ragazzino sa di averla fatta grossa, ma dal librone ( non è un romanzo breve…) esce un angolino bianco: sembra un foglio. E’ un mondo. E’ la mappa della Terra di Mezzo, comprensiva di appunti autografi dell’autore, in china verde e in matita nera.
A leggerla non solo emerge la Terra di mezzo, in tutta la sua ampiezza, nei suoi variegati territori e precisi confini ma sotto sotto si intravede la realtà, o meglio quel che comunemente si intende con quel nome: il territorio geografico. Insomma monti, fiumi, città esistenti. Per esempio Oxford, che è la città dove Tolkien prima studiò e poi insegnò, è proprio corrispondente nella latitudine a Hobbiville, la città di Frodo e di Bilbo. Mentre la città del male, cioè Minas Tirith, corrisponde alla latitudine di Ravenna. La mappa è popolata dalle note redatte da Tolkien per fornire le indicazioni toponomastiche e geografiche all’illustratrice. I due si erano incontrati nel ’69 a Bournemouth ma la Baynes era rimasta sfavorevolmente colpita dallo scrittore che le era sembrato “molto poco collaborativo” e che le invia una prima bozza scritta in modo disordinato. Pauline è la più famosa illustratrice per libri di bambini sulla piazza e dunque può permettersi un tono seccato chiedendo a Tolkien una mappa scritta con note ordinate e ben chiare. Tolkien poi si scuserà: ha avuto un periodo difficile, la moglie e la figlia ammalate e lui stesso in preda a dolori alla spalla che gli rendono impossibile scrivere. Ma nel giro di un mese pace è fatta e la mappa incontra la soddisfazione del committente e dell’illustratrice: si tratta di un ordinato mondo pieno delle note dello scrittore e dell’illustratrice, messa in vendita al prezzo base di 60 mila sterline, circa 83mila euro.

Non sappiamo se qualcuno l’abbia acquistata. Ma la questione interessante sarebbe capire se le coordinate della latitudine siano solo frutto di una coincidenza o se invece Tolkien abbia voluto alludere a Ravenna. E’ forse possibile immaginare un rimando alla città in quanto ultima sede dell’impero romano d’Occidente? Oppure meglio sarebbe indagare nella biografia del Nostro? Grande erudito e grande scrittore ma non per questo immune, forse, da una certa invidia per un altro scrittore, sepolto a Ravenna, noto anche lui per avere viaggiato in una Terra di Mezzo, tra Una di Sopra e Una di Sotto…
Insomma siamo partiti a parlare di una Terra di mezzo letteraria ma alla fine, sotto sotto, abbiamo scoperto un enigma da risolvere… Spesso è interessante non fermarsi alla superficie.
Nemmeno nella Terra di mezzo.

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