Intervista a un disoccupato bergamasco

di Domnita Prisacari

Nome: Birolini Roberto – Convivente con 2 figlie, diplomato (idro-termo-sanitari), disoccupato da 5 anni.

Età: 43 anni

Da quanto tempo è disoccupato? – Sono disoccupato da 5 anni.

Si è sentito aiutato dal suo paese da quando ha perso il lavoro? No. Nessuno ti aiuta. Lo stato poi azzera la quota. Io facevo il rappresenta e ho versato contributi per 25 anni, ma alla fine non ho recepito nemmeno la disoccupazione. Solo perché non ero dipendente ma avevo la partita IVA. Per cui non avevo diritto alla disoccupazione e non ho preso nemmeno quella.

A quale età ha iniziato a lavorare? – A vent’anni, non appena avevo finito il militare, .perché la leva prima era obbligatoria.

Aveva trovato subito il lavoro?– Prima sì. Non appena diplomato avevo iniziato a lavorare come lattoniere, poi ho fatto il militare. Quando sono tornato non sono stato riassunto come lattoniere perché avevano trovato qualcuno con cui sostituirmi. Ma non ho avuto problemi a trovarmi altri lavori. Andavo e cercavo e in due giorni lo trovavo tranquillamente. Ride. Lì è stato un bel periodo perché mi ricercavano. Poi ho fatto il camionista e magazziniere a Curno. Ho lavorato per 9 mesi e poi mi avevano mandato a casa perché era calato il lavoro e io ero quello che era arrivato per ultimo.

Come mai ha scelto di lavorare come camionista?– Perché io ho anche la patente C e lì guadagnavo di più.

E in questo periodo non riesce a trovare lavoro né come camionista né come rappresentante? – No. Zero. Niente proprio. Sono andato in tutte le ditte. Sono andato in Comune e mi hanno fatto fare un corso in comune per cercare di inserirmi da qualche parte, ma alla fine non mi hanno mandato da nessuna parte. Io ho portato curriculum a mano, proprio in tutte le ditte della Val Seriana fino a Curno ma nessuna ditta mi ha mai richiamato. Anzi, mi hanno richiamato tre, ma quando ci sono andato mi hanno detto che ero troppo su di età. Poi sono andato anche in una ditta qua a Nembro, ma loro invece prendono solo extracomunitari. Non so…perché lì ci sono 50, tra indiani, marocchini e così via.

E il Comune? Come mai non l’ha ricollocata?– Il Comune mi ha collocato in una lista. Ma io, prima, avevo acquistato una casa (sai lavoravo prima), e quindi ho un bene mio e in graduatoria sono molto in là, sono venticinquesimo. Prima ci sono tutti gli extracomunitari. Perché ho visto la graduatoria, era sul computer. Poi il comune chiama i primi tre, massimo quattro.

Si sente poco tutelato, dunque. – Ma neanche un po’. Ad un certo punto mi sono rivolto alla Caritas, che mi ha dato sì una mano, però vedo che comunque a loro, gli extracomunitari, danno molto di più. A me arriva un pacco con gli alimenti una volta al mese, mentre a loro 2, 3, anche sono di meno in numero. E poi dicono che hanno dei problemi con il mangiare e prendono carne, noi invece non la prendiamo. Lo stato non sta facendo niente per i disoccupati. Zero. Dopo una persona si sente anche presa per il culo. Perché con tutte le tasse che ho pagato in tutti gli anni in cui ho lavorato…non prenderò neanche la pensione.

Si sente in competizione solo con gli extracomunitari o anche con i giovani? No, con i giovani no. Penso che sia meglio che il lavoro lo prenda un giovane piuttosto…Io ho una famiglia, ma anche i giovani devono avere l’opportunità di lavorare. E lo stato non sta facendo più di tanto anche per tutelare i giovani. Perché so che tanti giovani cercano lavoro e non lo trovano. E questo è giusto, ma a me fa arrabbiare che prendano a lavorare invece gli extracomunitari solo perché così pagano meno tasse e non sono per niente qualificati.

Il problema principale è che lo stato italiano dice che noi italiani non vogliamo fare i lavori più umili, ma io sono andato in cerca di lavori umili per poter tirare avanti fino alla fine del mese. Ma alla fin fin prendono solo loro perché lo stato incentiva le ditte ad assumere extracomunitari. Quando andavo nelle ditte mi dicevano che non è colpa mia, ma assumendo me avrebbero pagato il triplo di stipendio rispetto a quello che pagano agli extracomunitari. E mi hanno detto sul muso che a 43 anni costavo troppo.

E’ giusto, secondo lei, che una persona decida di emigrare in un altro paese, qualsiasi sia la motivazione dietro a tale scelta (sia che siano emigrati economici o profughi e rifugiati politici)? – E’ giusto, perché sarebbero ammazzati di là…però io dico che lo Stato Italiano ha sbagliato….ma poi penso che lo stato mangi sopra questa emergenza per l’accoglienza per tutti questi arrivi. Io con loro non ce l’ho. é più per come tutto questo viene gestito dallo stato. E’ che ne abbiamo preso troppi e adesso siamo noi gli extracomunitari in Italia. Perché loro, da quello che vedi in giro, vivono bene, mentre io ho dovuto vendere la macchina perché non avevo più soldi per mantenerla e invece vedo extracomunitari che vanno in giro con BMW. E non è solo uno. Sono tanti qui ad Albino che non lavorano (li vedo sempre in giro e alla stazione) con cellulari moderni… e non so cosa facciano… presumo ma non lo dico. E questo non va bene. Loro, anche se vengono beccati dalla polizia in casa tua mentre rubano, non posso far niente. Dopo un giorno li vedi di nuovo in giro.

Cosa cambierebbe per migliorare la situazione in Italia?– Cambiare? Ormai non si può cambiare nulla. La situazione è quella che è. Anche i politici vedo che non cambiano molto. L’unica cosa, per me, le frontiere andrebbero un po’ bloccate, e non farli entrare più, come hanno fatto le altre nazioni. Dovrebbero bloccarli in mare aperto, vedere se sono delinquenti e questi rispedirli indietro. E poi che ha perso il passaporto lo dice perché nasconde qualcosa. Ecco, i bambini, per me, posso venire qui tranquillamente. Perché non hanno colpe e crescendo rispetterebbero il paese. Sono quelli sù di età che danno problemi.

Se invece il mercato di lavoro non facesse distinzione tra cittadini italiani ed extracomunitari/immigrati, senza dar a nessuno alcun privilegio, lei sarebbe d’accordo di competere con gli altri solo in base a proprie conoscenze, competenze ed esperienze? – Ma…io dico che di conoscenze ed esperienze ne hanno ben poche. Perché magari non hanno fatto studi, perché è diversa anche la loro mentalità. Ma io dico che adesso come adesso gli italiani sono arrabbiati veramente. Perché non trovano lavoro e gli immigrati hanno tutto dallo stato italiano. E questo ti fa anche diventare razzista a questo punto.

Pensa che la rabbia e l’intolleranza che gli italiani provano nei confronti degli immigrati venga alimentata dai mass-media (programmi televisivi radiofonici, telegiornali, giornali…) – Non penso perché la vita quotidiana ti fa vedere tutto. e io giro tanto, perché porto curriculum anche dopo 5 anni. Ma tanto non lo trovi. non lo trovi il lavoro. E poi dopo senti che loro prendono 35 euro tutti i giorni…. – Ma questa è una misinformazione – Sì, ma danno vitto e alloggio e così via! io ti dico che se io non pago il gas, la luce e l’acqua, me li tolgono! A loro, glielo paga il comune! E poi perché lo paga a loro e non a noi? Noi siamo stati sempre qui in Italia. Da noi viene Equitalia, da loro no. Poi con tutto quello che succede: sulla ciclabile, un mese fa, una signora è stata rapinata da un nigeriano. Per 20 euro è stata accoltellata ed è andata in ospedale. Sono queste le cose che dopo ti fanno arrabbiare e che dopo ti fanno dire: “Se ne vedo uno lo ammazzo se mi dice qualcosa”. E poi loro parlano nella loro lingua. OK. Ma poi tanto volte sembra che ti prendano per il culo. Capisci? Ma va bene così! Tanto non ci puoi fare niente! Lo stato italiano non fa niente…

Se fosse più giovane e avesse meno vincoli, lascerebbe l’Italia? – Sì, subito. Se non avessi le mie due figlie e mia moglie, andrei all’Estero. Andrei o in Svizzera o in Australia, perché mi hanno detto che comunque sono tanti che sono andati in Australia e hanno trovato lavoro e che guadagnano anche bene. Anche lì è questione di fortuna, penso, ma lascerei di sicuro l’Italia. L’Italia ti fa venir voglia di andare via, oramai, perché quasi non la senti come la tua patria. E gli extracomunitari…non è che non li sopporto, c’è anche brava gente, ma è che qua arriva soprattutto brutta gente.

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